L'incidente ha generato le solite polemiche sui social, ma le autorità hanno confermato che il punto di ricarica non c'entrava nulla

Quando si parla di mobilità elettrica uno degli argomenti più divisivi, sovente cavalcato dai detrattori degli EV, è quello del rischio incendi legato alle batterie. Un tema che coinvolgendo la sicurezza non può certamente essere sottovalutato - in primis alla luce delle tecniche specifiche necessarie per “spegnere” gli accumulatori al litio - ma nemmeno alimentato ad arte per montare psicosi ingiustificate.

Colonnine nel mirino

Stavolta a finire nel mirino sono state le infrastrutture di ricarica. Tutto nasce da un incendio che si è sviluppato domenica scorsa in New Jersey, a Parsippany-Troy Hills, in prossimità di un Supercharger Tesla adiacente a un minimarket Wawa.

In un primo momento, un responsabile della comunicazione della catena ha riferito alla CNBC che l'incendio sarebbe divampato dal punto di ricarica, innescando subito valanghe di commenti sui social sulla presunta pericolosità di auto elettriche e colonnine.

Tesla Supercharger

Le verifiche dei vigili del fuoco

A fare chiarezza sono stati però i vigili del fuoco intervenuti sul luogo dell'incidente, che hanno appurato come il Supercharger non avesse nulla a che fare con quanto accaduto. “Nessun veicolo è stato coinvolto, la stazione di ricarica non c'entra”, ha spiegato in particolare ad Automotive News Matthew Palmeiri dei vigili del fuoco locali, precisando che l'incendio si è sviluppato da un altro segmento della rete elettrica.

Anche Wawa ha successivamente corretto il tiro, facendo sapere che le prime dichiarazioni rilasciate “non intendevano fornire dettagli sull'incendio”, limitandosi a “confermare che il nostro punto vendita non era coinvolto”.