GMC, Audi e Porsche hanno puntato sulle EV per far conoscere il lato più accattivante di un mondo ancora poco conosciuto negli States

Dici Super Bowl, parli di una vetrina, di un palcoscenico talmente importante da riuscire a bloccare gli Stati Uniti. E non è un modo di dire: sono circa 100 milioni gli spettatori stimati davanti alla televisione. Un dato che porta tantissime aziende ad investire fortemente su dei passaggi pubblicitari durante la finale NFL. Per rendere più chiaro il quadro, 30 secondi di spot hanno un costo stimato intorno ai 5-6 milioni di dollari.

Da anni il settore auto punta forte su spot ad hoc, ingaggiando celebrità e registi famosi, oltre a crere un qualcosa che possa calamitare l'attenzione, focalizzando i propri obiettivi di comunicazione. Serve trovare il giusto obiettivo, senza margine di errore. Tempi che corronno vien da dire, tanto più che lo stesso mondo dell'elettrico sta vivendo una prima impennata dal punto di vista comunicativo dopo anni di quiete.

Emozioni differenti

GMC, Audi e Porsche hanno deciso, ognuno a modo proprio, di focalizzare la propria campagna di comunicazione sul "messaggio elettrico". Tre spot differenti, tutti però con un unico obiettivo: creare emozioni. Scontato quasi da dirsi, ma nel mondo elettrico a Stelle e Strisce, dove la stessa conoscenza di base dell'universo EV è legata concettualmente solo a Tesla, non così facile da farsi.

Per il lancio del nuovo Hummer, GMC si è affidata a un personaggio universale come il campione Nba LeBron James per affiancare il messaggio di potenza e forza - a tratti inarrestabile e devastante - con il silenzio di una propulsione elettrica.

Audi, attraverso la sua e-tron e la giovane attrice di Games of Thrones Masie Williams, ha puntato a raccontare un mondo dell'elettrico emozionale, quasi fiabesco, prendendo come spunto la colonna sonora del lungometraggio Disney Frozen, probabilmente per avvicinarsi anche al pubblico degli adulti di domani.

Infine Porsche, che ha voluto rendere omaggio praticamente a tutta la sua gamma sportiva e prestazionale, con la Taycan in testa a fare da "fuggiasca" in stile Fuori in 60 Secondi. Un messaggio forte, di inclusione, in cui la prestazione pura, il concetto di divertimento, di passione della Cavallina si riesce a legare ed amalgamare al meglio a prescindere da epoche - con citazioni anche alla gloriosa 917K - e alimentazioni.

Investimenti di qualità

La volontà dunque è conclamata, sopratutto per quello che è un pubblico così eterogeneo e variegato come quello americano. C'è bisogno di maggior informazione, anche se l'investimento pubblicitario negli Stati Uniti in termini quantitativi, ad oggi, è stato piuttosto modesto.

Secondo quanto riferito da un'analisi del New York Times, su circa 8,6 miliardi di dollari investiti negli Stati Uniti, solo lo 0,3% è stato dedicato a specifici modelli elettrici, con un ritorno in termini di vendite pari all'1,9%.

Fotogallery: Audi E-Tron, lo spot Super Bowl con Maisie Williams

Maggior conoscenza

Serve dunque uno "shock pubblicitario", tanto più che lo stesso NYTimes, in una sua indagine di qualche mese fa, con campione l'utenza californiana, ha sottolineato come la conoscenza del mondo elettrico sia ancora limitata.

Il 55% degli utenti ascoltati non conosce veicoli elettrici venduti nel proprio Stato, e del rimanente 45% a conoscenza, il 24% ha citato Tesla, che per comunicazione e innovazione, oltre che per la sua realtà di sviluppo, può rappresentare ad oggi un unicum, specialmente in California.

Ecco dunque la scelta per aziende come GMC, Audi e Porsche di spingere, in un momento così importante, su una comunicazione elettrica. Evocativa, simpatica, ironica ed iconica. Ma con la volontà di normalizzare e rendere più familiare il mondo dell'elettrico.

Fotogallery: Porsche Super Bowl spot 2020