Appello unitario senza precedenti e petizione: “Il piano di rilancio deve essere verde e giusto, no a passi indietro sul Green Deal”

Con una prova di coesione senza precedenti, il movimento ambientalista europeo scende in campo nell’immediata vigilia del Consiglio europeo di oggi con un messaggio molto preciso all’indirizzo dei leader Ue.

“Per superare la crisi mai vista prima innescata dal Covid-19 serve unità, coraggio e innovazione”, affermano in un documento congiunto quasi 50 associazioni ambientaliste (tra cui le italiane Legambiente Cittadini per l’aria Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile), chiedendo un piano d'azione che faccia della sostenibilità il suo perno centrale. Ma vediamo nel dettaglio quali sono le istanze portate avanti.

Stimoli per gli obiettivi green

“L’Europa e gli Stati membri si preparano a impiegare centinaia di miliardi di risorse dei contribuenti per riavviare l’economia”, incalzano gli ambientalisti, “ma questo non deve voler dire garantire il bailout dei soliti noti, come combustibili fossili, chimica, modelli inquinanti e compagnie aeree” e “ripartire dal business-as-usual”.

Le associazioni chiedono quindi di non fare retromarcia e partire subito con l’implementazione del Green Deal, sostenendo che una politica di investimenti sostenibili possa favorire al contempo ripresa e decarbonizzazione. In questo senso, l’appello è di assicurare che le linee di credito della Banca Europea degli Investimenti (la BEI) siano allineate entro fine anno agli obiettivi del Green Deal. E ancora, che gli stimoli nei settori considerati più impattanti siano sottoposti alla garanzia di essere impiegati per finalità compatibili con i target ambientali Ue, con condizioni molto stringenti.

E gli Eurobond?

I firmatari chiedono quindi di mettere in campo “un piano per la ripresa che sia green e giusto”, ma non solo, perché l’appello è anche affinché le risorse siano reperite “possibilmente attraverso gli Eurobond”.

Soluzione questa che ha poche speranze di rompere le resistenze di Germania e Olanda – le cui associazioni ambientaliste hanno però firmato il documento – ma che potrebbe avere ancora qualche possibilità di riuscita con la trasformazione in Recovery Bond.

Il momento di fare all in

“Si è parlato molto dell’idea di un piano di risanamento ecologico ma adesso le chiacchiere stanno a zero”, tuona il direttore esecutivo della ong ambientalista Transport & Environment, William Todts, “questa è una crisi senza precedenti e richiede una risposta senza precedenti. Ciò significa Eurobond, condizioni green per gli aiuti di Stato e nuove normative per dare certezza agli investimenti alle imprese”.

“È il momento di fare all in”, conclude Tods, “questa potrebbe essere la nostra unica chance di riemergere dalla crisi più verdi, più forti e più uniti”.

C'è anche la petizione

A sostegno di questo appello il movimento WeMove ha lanciato anche una petizione per sollecitare le istituzioni nazionali e a livello Ue a superare la logica del business-as-usual e puntare su un nuovo modello di crescita basato su un programma di investimenti green.

E voi, cosa ne pensate, dopo il dramma del Coronavirus sarà possibile recuperare la via della crescita i modo sostenibile? Diteci la vostra qui sotto nei commenti o nella nostra pagina Facebook.