La Germania l’ha già messa nera su bianco nel suo piano per l’automotive, ma da noi potrebbe arrivare passando per l’Europa: ecco come

Mentre in Italia fervono le polemiche sulla proposta di allargare gli incentivi anche alle auto termiche, come abbiamo visto in Germania è stata fatta la scelta forte di puntare tutto sull’elettrico. Con le agevolazioni all’acquisto, certo, ma anche con una mossa decisiva sul fronte infrastrutture: l’obbligo per i distributori carburanti di dotarsi di (almeno) una colonnina di ricarica.

Un’idea già discussa negli anni scorsi a livello europeo, che la mossa di Berlino potrebbe far tornare di strettissima attualità. Il momento infatti è particolarmente propizio per iniziative simili: vediamo il perché.

Lavori in corso

Come abbiamo scritto a inizio aprile, in queste settimane la Commissione europea sta raccogliendo i pareri per la revisione della direttiva Dafi, che fissa le regole per far diffondere le infrastrutture per i rifornimenti “alternativi”, elettricità in primis. Un processo che si inserisce nelle pieghe delle grandi manovre Ue per l'auto elettrica emerse nei giorni scorsi.

Si tratta di un passaggio decisivo per il futuro della mobilità elettrica, perché come hanno fatto sottolineato da Bruxelles “avere un’infrastruttura sufficiente è essenziale” e l’obiettivo è quello di “network di ricarica denso, accessibile, affidabile e semplice da usare”. In quest’ottica, la ricetta tedesca potrebbe trovare una valida sponda nell'Ue, e a cascata arrivare in Italia.

Del resto, già l’attuale formulazione della direttiva Dafi, recepita da noi con il D.Lgs 16 dicembre 2016, n. 257, fa perno per certi versi su una declinazione anche elettrica dei distributori carburanti. Come? Con l’obbligo di installare un punto di ricarica nelle stazioni di servizio di nuova realizzazione.

Le criticità sulla rete

Qualche compagnia, peraltro, già iniziato a muoversi in questa direzione, inclusi alcuni operatori no-logo, ma al netto della ritrosia di una parte dell’industria ci sono anche aspetti economici da considerare, a partire dalla profonda crisi in cui versa la rete carburanti italiana.

Anche qui la soluzione tedesca potrebbe fare scuola: accanto all’obbligo, infatti, è stato previsto un maxi-fondo per le installazioni. E magari, visto che in Italia il cosiddetto non-oil dei distributori (ossia i negozi che vendono generi alimentari o articoli vari) è quasi del tutto assente, si potrebbe lavorare anche su questo fronte, anche per poter offrire servizi utili a chi dovesse fermarsi a caricare.