Le proposte della task force per accelerare sulla mobilità sostenibile, dalle colonnine allo sharing, passando per bici e bus ecologici

"Rivoluzione verde". Il Piano Colao con la ricetta per far ripartire l’Italia dopo il dramma Covid-19 (e dopo una paralisi ben più lontana nel tempo) punta con decisione anche sull’ambiente, inserito tra i pilastri della strategia e definito non a caso “volano del rilancio”.

E in quest’ottica, accanto all’impegno per accelerare sulle energie rinnovabili, tra le pieghe delle 121 pagine del piano la task force guidata dal super manager ex-Vodafone ha inserito anche numerose iniziative dedicate alla mobilità.

Il contesto italiano

Ma andiamo con ordine e cominciamo da quelle che sono le premesse nel settore trasporti, così come schematizzate nel documento.

  • In Italia, i trasporti incidono per il 25-35% sulle emissioni di CO2 totali
  • Al 2018 l'intero parco mezzi del trasporto pubblico locale mostra un'età media di 12-13 anni (molto distante dai riferimenti europei dove l'età media si attesta sui 7-8 anni)
  • Nella direttiva Europea RED II l'obiettivo di penetrazione delle rinnovabili nel settore trasporti al 2030 è fissato al 14% e allo stesso modo il Piano energia clima italiano pone l’obiettivo al 22% (ipotizzando una flotta di 6 milioni di auto tra EV e plug-in)
  • È evidente la necessità ed urgenza di dotare il Paese di un Piano Nazionale della Mobilità in coerenza alle indicazioni europee “per una mobilità smart e sostenibile”

Trasporto pubblico green

Passando alle azioni specifiche, il Piano Colao parte proponendo di aumentare le risorse previste nel Piano Nazionale Mobilità Sostenibile per la riconversione delle flotte pubbliche verso mezzi a basso impatto ambientali.

In quest’ottica, il suggerimento della task force è di definire una direttiva nazionale per evitare troppi spezzettamenti su base locale.

Più colonnine, bici e sharing

La strategia si concentra poi sulla promozione del trasporto sostenibile e delle relative infrastrutture. Più in dettaglio, questo obiettivo si compone di quattro indicazioni specifiche:

  • Incentivare lo sviluppo capillare di un’infrastruttura per la mobilità sostenibile, come ad esempio le stazioni di ricarica elettrica, anche private
  • Incentivare la creazione dell'infrastruttura ciclistica e incoraggiarne l'utilizzo attraverso, ad esempio, piste ciclabili, stazioni di ricarica e-bike, sistemi di sicurezza e ciclo parcheggi
  • Favorire lo sviluppo di Hub intermodali alle porte delle città, prevedendo parcheggi per privati e snodi del trasporto pubblico, piste ciclabili e chiusura al traffico privato dei centri urbani
  • Incentivare l'utilizzo di car sharing a basso impatto, ad uso privato e aziendale, riservando spazi di parcheggio dedicati in posizioni strategiche, attraverso una modifica del Codice della Strada

Veicoli commerciali, biocarburanti, idrogeno

Quanto ai veicoli commerciali, sempre più importanti per l'ultimo miglio, la proposta è di promuovere il rinnovo del parco circolante con veicoli a basso impatto (citati espressamente nel testo gli ibridi e gli elettrici) per le aziende logistiche che operano nei maggiori centri urbani, in linea con restrizioni previste alla circolazione.

Infine, il documento parla anche di biocarburanti, carburanti da rifiuti e idrogeno, soffermandosi su tre punti:

  • Prevedere incentivi per facilitare la conversione della filiera idrocarburi per uso trasporti verso i biocarburanti, attraverso la chiusura e bonifica dei punti vendita
  • Estendere durata e applicabilità degli incentivi per l'utilizzo di biocarburanti previsti dalla normativa attuale
  • Incentivare l'utilizzo dell’idrogeno come carburante per i trasporti