L'interesse verso le due ruote leggere cresce di oltre il 1.000% e per i monopattini del 500%: quanto potrà durare l'incentivo?

Italiani, popolo di santi, poeti, navigatori e, da qualche settimana, anche ciclisti. È quanto emerge da uno studio realizzato di Idealo, portale internazionale che si occupa di indagini di mercato e comparazione dei prezzi, che ha voluto analizzare l’impatto dei recenti incentivi sulla mobilità dolce ed elettrica (qui la guida su come ottenerli).

Che il boom di bici e monopattini abbia superato ogni attesa è evidente, al punto che i 120 milioni di euro stanziati per il bonus mobilità non potranno accontentare tutti e il Governo sta correndo ai ripari per aumentare i fondi, intanto con altri 70 mln messi sul piatto dal ministero dell'Ambiente, che vuole evitare il click-day. Ma quanto è "esploso" il mercato? Ecco i numeri.

Un'impennata mai vista

I dati italiani mostrano una crescita di interesse verso le biciclette elettriche clamorosa, addirittura del 912,9%. Nel resto dell’Europa si sono registrati incrementi ben più contenuti, con il Regno Unito che non è andato oltre al 140%, la Francia che si è fermata al 120,4%, Germania e Austria che hanno registrato un +92,2% e la Spagna che ha seguito con un +66,5%.

Ancor più eclatante l'incremento segnato dalle bici "muscolari", con quelle da città su del 1.285,3% e le pieghevoli su del 522,8%.

Stesso discorso, con una forbice solo un po’ meno ampia, quando si parla di monopattini elettrici. In Italia l’interesse è cresciuto del 457,2%, in Inghilterra del 260,7%, in Francia del 153,6%, in Austria dell’85,9%, in Spagna del 78,3% e in Germania, vero fanalino di coda, del 5,9%.

E i prezzi?

A spingere il settore, oltre agli incentivi, ha contribuito anche un contestuale calo dei prezzi. In Italia una bici elettrica a maggio è costata in media il 3,9% in meno rispetto alla media dei tre mesi precedenti. I monopattini elettrici, invece, hanno visto salire il prezzo medio di circa il 13,4%, senza risentirne però grazie all'entusiasmo per il super-incentivo.

Per capire quale mezzo fa al caso proprio abbiamo messo a punto delle guide all'acquisto divise per segmenti:

Benefici su tutto l’indotto

Non sono state solo le bici a diventare vero e proprio oggetto del desiderio di un’intera nazione. E a beneficiarne è stato tutto il comparto.

L’interesse verso i seggiolini per bambini, ad esempio, è cresciuto del 660%, mentre quello per i carrelli per portare le biciclette del 369,6%. L’interesse per le pompe per le bici è aumentato del 356,9%, quello per lucchetti e catene del 317,8%, quello per le batterie per le bici elettriche del 242,4%, quello per i ciclocomputer del 104,2% e quello per i caschi dell’80,8%.

L'ANCMA conferma: crescita al 60%

A dare sostegno alla tesi sulla crescita del comparto arrivano anche i dati di Confindustria ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori) che ha diramato i dati del mercato del periodo post lockdown. 

Sono state 540.000 le bici acquistate dagli italiani dall'avvio della Fase 2, 200.000 in più del mese di maggio dello scorso anno. Questo +60%, continua l'ente, è addirittura ben spalmato sul territorio nazionale e interessa anche quei comuni al di sotto dei 50.000 abitanti in cui non sono in vigore gli incentivi.

La speranza dell'associazione di fronte al rinato interesse degli italiani per le due ruote è quella che il governo colga l'occasione per investire nella realizzazione di infrastrutture e piste ciclabili che garantiscano agli utenti più sicurezza e più facilità di movimento.