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Paperoni grazie a Elon: i dipendenti milionari con stock options Tesla

Il punto sulla crescita Borsa, le prospettive e la storia di chi ha fatto fortuna sulla scia dei progetti di Musk

Elon Musk

Francesco Barontini Francesco Barontini

Di: Francesco Barontini

7 lug 2020 alle 15:48

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La performance di Tesla in Borsa è una cosa che gli analisti stanno ancora cercando di inquadrare correttamente. Perché con il +40% fatto registrare in cinque sedute, il titolo ha sforato ogni previsione portando le proiezioni di fine anno da 1.050 dollari ad azione a 1.500 dollari.

I numeri della Casa di Palo Alto, almeno a Wall Street, fanno effettivamente paura. Con un +13% nella sola giornata di ieri, quella degli shorts "S3XY" di Elon Musk, la capitalizzazione è aumentata di 30 miliardi di dollari: più dell’intero valore di Ford, il cui capitale non supera i 25 miliardi. Performance che spingono Tesla sempre più sul tetto del mondo auto.

Vantaggi per tanti dipendenti

A trarne beneficio sono chiaramente gli azionisti. Tra questi, anche i dipendenti, che come accade spesso nell'industria automobilistica (e non) ricevono spesso stock options per incentivare impegno e legare guadagni extra ai risultati ottenuti.

Tesla lo ha fatto più di altri, allargando la pratica anche a figure commerciali e di produzione, spesso escluse da certi meccanismi. E con una crescita di oltre il 200% solo da inizio 2020, si capisce che abbia arricchito molte persone.

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Paperoni grazie a Tesla

Consegne record (e tecnologia)

Ma come mai Tesla sale cosi tanto? E soprattutto: quanto durerà? Il mercato ha premiato Tesla dopo che la Casa ha fatto registrare consegne nel secondo trimestre superiori alle aspettative, con oltre 90.000 nuove immatricolazioni nei mesi di pieno lockdown.

Un risultato che acquista un doppio valore, perché oltre ad essere efficiente, ha permesso al brand di conquistare importanti fette di mercato a fronte di una generale riduzione dei volumi dei competitors. E a giugno anche in Italia è stata l'elettrica più venduta.

Ma Wall Street premia la Casa anche per l'impegno nello sviluppo di nuove tecnologie, di e degli innovativi servizi legati all'auto elettrica in particolare e all'energia in generale. Dai pannelli solari alla piattaforma Autobidder, che sta approdando in Europa.

Tesla Autobidder

Fiducia sul lungo periodo

Il rally rialzista delle azioni Tesla incute però anche un certo timore negli analisti. C’è chi legge nei numeri una bolla che potrebbe esplodere perché la crescita pari a circa il 500% rispetto all’anno scorso potrebbe portare prima o poi molti azionisti a realizzare e a vendere, avviando un generale trend al ribasso.

Però, movimenti di aggiustamento a parte, è opinione diffusa che Tesla stia diventando sempre più solida e che le basi costruite in questi ultimi mesi possano reggere anche nel lungo periodo.

JP Morgan, ad esempio, ha stimato che nel 2025 la Casa arriverà a toccare i 100 miliardi di dollari di fatturato: lo scorso anno ha chiuso a 24,57 miliardi. Si tratterebbe di una crescita del 400% che il mercato azionario premierebbe senza indugi.

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