Lo studio di T&E con tre diversi scenari di sviluppo infrastrutturale, in grado di ridurre fino al 22% le emissioni CO2 nel Continente

“Il potenziale dei veicoli commerciali elettrici per mitigare i cambiamenti climatici e ridurre l’inquinamento è decisamente sottovalutato”. Prende le mosse da questa considerazione l’ultimo studio messo a punto dalla ong ambientalista Transport & Environment, che mette in contrapposizione questo assunto con un altro: “la metà delle attività di trasporto europee si limitano a coprire distanze inferiori ai 300 km”.

Una percorrenza alla portata dei veicoli a batteria, che potrebbero rivelarsi quindi molto importanti non solo per l'ultimo miglio. Al di là del costo iniziale del mezzo, però, ci sono anche altri ostacoli superabili solo con una attenta pianificazione, come ad esempio sta facendo la California, dove si parla già di obblighi per le flotte.

Il nodo infrastrutture

Tutto passa ovviamente dalla carenza di infrastrutture per la ricarica - un tema su cui ci siamo già soffermati anche in passato - che secondo T&E potrebbero essere concentrate essenzialmente in 173 snodi identificati seguendo tre criteri. Devono essere infatti

  • Hotspot delle attività di trasporto (il 50% dei transiti passa da queste aree)
  • Centrali anche per tragitti corto raggio e all’interno delle città
  • Aree in cui c’è un particolare inquinamento legato ai trasporti
Tesla Semi exterior blue trailer driving

In Italia, per fare un esempio, sono stati identificati 9 "snodi primari":

  • Bologna
  • Cagliari
  • Genova
  • Milano
  • Napoli
  • Palermo
  • Roma
  • Torino
  • Venezia

E altrettanti “snodi secondari”:

  • Bergamo
  • Brescia
  • Vicenza
  • Treviso
  • Verona
  • Padova
  • Modena
  • Mantova
  • Ravenna
camion elettrici

I tre scenari

T&E ha quindi formulato tre scenari:

  • Industry baseline: basato sulle previsioni di sviluppo dei camion elettrici dell’industria automotive
  • EV-Leaders: corretto in base agli annuncia dei costruttori più avanzati
  • Road-2-Zero: costruito per raggiungere il target della neutralità climatica al 2050

Ecco di seguito i dati di base per ciascuno dei tre scenari, con i relativi benefici in termini di riduzione delle emissioni di CO2, che può arrivare fino al 22%.

  Baseline EV-Leader Road-2-Zero
Quota mercato EV 2025 1,3% 5% 10%
Quota mercato EV 2030 15% 20% 30%
Numero EV al 2030 191.000 316.000 526.000
Riduzione CO2 al 2030 8% 13% 22%

 

Secondo l’analisi, per vedere realizzarsi il terzo scenario sarebbero necessari al 2030 circa 27.500 destination charger nei centri di distribuzione e 14.400 punti di ricarica pubblici. Il che vorrebbe dire orientativamente un destination charger ogni 15 camion elettrici e un punto di ricarica pubblico ogni 30.

Quanto costerebbe una rete simile?

Il costo complessivo di un’operazione infrastrutturale simile, nello scenario più spinto, sarebbe di 28 miliardi di euro nel decennio. Una cifra che può impressionare, ma che corrisponde in realtà a non più del 2,8% del monte spese totale per le infrastrutture di trasporto dell’Unione europea, di poco superiore ai 100 miliardi l’anno.

E per il solo periodo 2021-2025, l’investimento richiesto corrisponderebbe allo 0,5% delle risorse messe a disposizione con l’ormai celebre Recovery Fund europeo messo sul piatto per rimettere in moto l’economia dopo il dramma Covid-19.

E i consumi elettrici? Ciascuno snodo richiederebbe tra i 29 e i 166 GWh all’anno nel 2030, per un totale di 50 TWh a livello Ue, pari all’1,6% della generazione elettrica complessiva.