Grazie all’auto elettrica FCA ferma gli ammortizzatori sociali a Torino
Da fine settembre Mirafiori e Grugliasco tornano a lavorare a pieno regime sulla scorta del debutto della 500 e del Ducato a batteria
La spinta sull’elettrico di FCA porta subito i primi risultati in termini di occupazione. Dalla fine del mese, infatti, negli stabilimenti di Mirafiori e Grugliasco si interromperanno i cosiddetti contratti di solidarietà con il conseguente rientro di tutti i dipendenti.
Inoltre, sempre sulla scorta del debutto della Fiat 500 elettrica e del Ducato Electric, nonché del processo di elettrificazione della gamma Maserati, saranno assunti altri 20 apprendisti per profili specializzati che si aggiungeranno ai 50 in fase di inserimento. Il tutto mentre 8 giovani ingegneri saranno selezionati per ruoli tecnico-specialisti legati sempre ai nuovi prodotti zero emission.
Il rilancio di Mirafiori
Fonti aziendali citate da AGI sottolineano che la chiusura anticipata degli ammortizzatori sociali nel Polo torinese rientra nel programma di rilancio del comprensorio di Mirafiori, che passa attraverso i progetti di infrastrutturazione fotovoltaica ma anche e soprattutto per il progetto pilota V2G appena inaugurato e per quello del Battery Hub.
E intanto, sempre a Mirafiori, prosegue la messa a regime dei macchinari e l’inserimento del personale necessario per la produzione di mascherine chirurgiche.
Sindacati soddisfatti
"È un obiettivo importantissimo che perseguiamo da anni attraverso accordi difficili e coraggiosi, reso possibile dal fatto che Fca si sta muovendo in modo spedito ed efficace sulla via della elettrificazione”, spiegano i rappresentanti della Uilm, che aggiungono: “Anche in vista della fusione con Psa, è essenziale che gli investimenti in Italia proseguano”.
Nel constatare la “buona notizia”, la Fiom si rivolge invece direttamente al ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, chiedendo “l’apertura di un confronto” sull’intero settore automotive. L’obiettivo, concludono, è quello di investire nel comparto “dalle aziende di assemblaggio fino alla componentistica, con piani specifici come già realizzato in altri Paesi europei che puntino al reshoring di intere filiere del valore del settore innovando nella tecnologia e nella ecologia”.
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