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Batterie, l’Italia vuole esserci: arriva la Gigafactory di Caserta

Nuova iniezione di risorse per il “Progetto Litio” del Gruppo Seri: via nel 2021 e poi si punta a 2,5 GWh l’anno di capacità

Auto elettriche, perché per qualcuno la batteria è meglio piccola

Federico Gasparini Federico Gasparini

Di: Federico Gasparini

23 ott 2020 alle 12:55

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L’Italia può (e deve) correre per non perdere il treno europeo delle batterie. E così, mentre a Bruxelles si è ufficialmente aperta la caccia al primato cinese, con 100 miliardi di euro già messi in campo, oggi una buona notizia arriva dalla Penisola.

Il “Progetto Litio” del Gruppo Seri, che prevede la realizzazione a Tevarola (Caserta) di uno stabilimento per la produzione di batterie litio-ferro-fosfato, è infatti entrato nel vivo. L’avvio dell’attività - nell’ambito della reindustrializzazione dei siti ex-Indesit/Whirpool - è previsto nel primo trimestre 2021 e da Unicredit arriva ora un nuovo finanziamento da 20 milioni di euro all’interno del programma Garanzia Italia.

La prima fase

L’impianto, per il quale sono stati già realizzati investimenti per oltre 50 milioni di euro, avrà una capacità di circa 300 MWh/annui e punta a creare una filiera integrata delle batterie litio-ione, dalla materia prima al riciclo, e a produrre accumulatori al litio di ultima generazione, innovativi ed ecosostenibili.

Polo di sviluppo batterie a Salzgitter

L’investimento consentirà tra le altre cose di reimpiegare 75 lavoratori della ex Whirlpool, a testimonianza delle potenzialità che possono aprire i processi di riassetto industriale in ottica transizione energetica.

Il contributo Ue

In cantiere però c’è di più. Già, perché lo stesso Gruppo Seri, attraverso la controllata FIB, ha già presentato nell’ambito del programma di finanziamento IPCEI dell’Unione europea un progetto di investimenti per il quale riceverà un’agevolazione di ben 505 milioni di euro per un secondo progetto industriale a Tevarola.

L’obiettivo in questo caso è quello di raggiungere una capacità produttiva di 2,5 GWh/annui per la produzione di celle e moduli al litio su larga scala. Il piano prevede anche lo sviluppo di nuove tecnologie per il trattamento delle batterie a "fine vita" nel rispetto dei principi portanti dell’economia circolare.

Un aspetto su cui - fortunatamente - si sta investendo sempre di più, anche grazie alla discesa in campo anche di colossi come Amazon (ormai impegnatissima per la mobilità elettrica) e del cofondatore di Tesla J.B. Straubel.

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