Con materiali più comuni e meno costosi si potrebbero ottenere celle dalle prestazioni e la durata equivalenti: avanti le sperimentazioni

Gli sforzi per migliorare le prestazioni delle attuali batterie proseguono senza sosta. Oggi una ricerca scientifica conferma che le batterie agli ioni di sodio potrebbero rappresentare una valida alternativa rispetto a quelle agli ioni di litio. Principalmente perché costano meno e sono composte da materie prime più facili da reperire.

Ci sono diversi tipi di batterie che utilizzano il sodio al posto del litio. Ci sono quelle al sodio allo stato solido o quelle zolfo-sodio (queste sfruttano lo stesso principio delle litio-zolfo), ad esempio. Entrambe, una volta messe a punto, rappresenteranno una vera e propria svolta. Ma ci sono anche quelle agli ioni di sodio, che sembrano di più facile realizzazione e potrebbero diffondersi relativamente presto.

Niente riconversione

È quanto emerge da uno studio pubblicato il 18 settembre sul Journal of Power Sources e condotto da numerosi ricercatori guidati dall’Università di Warwick, in Inghilterra, dove si trova un avanzato Energy Innovation Center.

Le batterie agli ioni di sodio studiate all'Università di Warwick

Il dossier, che si è posto l’obiettivo di analizzare a fondo i benefici delle batterie agli ioni di sodio, ha confermato che con la messa a punto di elettrodi specifici si potrebbero facilmente raggiungere prestazioni equivalenti a quelle delle batterie agli ioni di litio in termini di densità energetica e durata.

Rappresenterebbero quindi un'ulteriore alternativa alle batterie con elettrodi porosi o con elettrodi rivestiti, in attesa delle batterie allo stato solido, annunciate da Volkswagen e Toyota e promesse da più parti come realtà entro il 2025

Tornando alle batterie agli ioni di sodio, i vantaggi non si limitano alle performance. Mettendo a punto una serie di tecnologie di facile realizzazione, avendo una struttura simile, potrebbero essere facilmente realizzate sulle attuali linee di produzione.

Ideali per gli accumuli

La ricerca inglese suggerisce di utilizzare le batterie agli ioni di sodio nei sistemi di stoccaggio dell’energia, dove più che le prestazioni pure sono importanti fattori come costo di produzione e durata media.

L'Università di Warwick lavora per dare una seconda vita alle batterie della Nissan Leaf

Però, come afferma la dottoressa Ivana Hasa, tra le ricercatrici dell’Università di Warwick che ha preso parte allo studio, non si esclude la possibilità di realizzare batterie agli ioni di sodio ad alte prestazioni, da utilizzare sulle auto elettriche o in altri campi in cui sono necessari cicli di carica e scarica rapidi e affidabili

“In generale –  spiega la dottoressa Hasa – la ricerca di nuovi materiali, l’analisi dei flussi termodinamici e la messa a punto dei metodi costruttivi e di riciclo permetterà a breve di avere una stima precisa dei costi e dei benefici nella produzione su larga scala di questo tipo di batterie, che potrebbero in futuro trovare numerose applicazioni in alternativa a quelle agli ioni di litio”.