Più spazio per le batterie, meno ingombri degli organi meccanici, maggiore abitabilità: agli Electric Days si parla di "architettura"

Auto elettrica significa nuovi componenti, nuovi ingombri e nuove necessità progettuali. Per questo si sta affermando sempre di più la tendenza a sviluppare piattaforme realizzate da zero proprio per rispondere al meglio alle caratteristiche delle vetture alimentate esclusivamente a batteria.

Lo ha fatto Tesla, chiaramente, essendo che solo auto a zero emissioni produce, lo stanno facendo altri brand, che sempre più numerosi abbandonano la scelta di una piattaforma multi-alimentazione: una soluzione che permette di ridurre i costi ma che impone numerosi compromessi.

L’opinione degli esperti

Lo raccontano Andrea Crespi, managing director di Hyundai Italia, Ludovico Campana, cofondatore dell’innovativa TUC. Technology, e il giornalista di settore Nicola Desiderio, che si sono confrontati sull’argomento durante un Talk dedicato all’interno del ricco programma degli Electric Days Digital 2021 visibili su www.electricdays.it.

Volkswagen MEB platform

Lo standard a skateboard

Tra le Case che più hanno creduto nella realizzazione di una piattaforma esclusivamente elettrica c’è Volkswagen, che sulla sua “MEB” ha posto le fondamenta per la strategia elettrica basata sulla famiglia di modelli ID, a partire dalla ID.3.

Le piattaforme per l’elettrico vengono definite generalmente skateboard per il fatto che hanno una parte centrale piatta nella quale disporre le batterie e le ruote agli angoli. Dopo Volkswagen, di recente anche Hyundai e Renault, rispettivamente con Kia la prima e con Nissan e Mitsubishi la seconda, hanno ceduto al fascino della piattaforma esclusivamente per l’elettrico.

E non sono le sole, considerando i progetti degli altri brand storici e le numerose startup che si stanno lanciando nella eMobility.