Compatibile con gli standard CCS1 e CCS2, la presa Charx è realizzata da Phoenix Contacts e vuole andare oltre il concetto di ultrafast

La ricarica rapida o ultrafast non basta? Ecco la soluzione di Phoenix Contact, azienda tedesca specializzata nella realizzazione di componenti elettrici e connettori, che ha presentato la presa Charx.

Si tratta di un nuovo connettore compatibile con lo standard CCS1 e CCS2 (il connettore Combined Charging System che è uno degli standard più diffusi), che promette di essere in grado di gestire picchi di potenza straordinari.

Fino a 500 kW di picco

La peculiarità della presa Charx infatti è che può arrivare a una potenza in corrente continua di 250 kW (fino a 250 Ampere e 1.000 Volt) e raggiungere un picco di 500 kW (fino a 500 Ampere e 1.000 Volt). Si tratterebbe, almeno stando a quanto dichiara la Phoenix Contact, di valori da primato.

Fotogallery: Phoenix Contact

Il "segreto" di questa tecnologia si legge nella nota ufficiale, secondo cui "le prese di ricarica Charx CCS hanno una sezione trasversale del cavo CC fino a 95 mm quadrati”. Non male.

Temperature sotto controllo

C'è di più: tutti gli elementi della presa di ricarica sono stati progettati per contenere al massimo le temperature. In questo modo, durante la ricarica, l’auto può regolare la richiesta di energia in tempo reale in funzione proprio del grado di surriscaldamento del cavo, una funzione che non era disponibile sulle prese CCS di vecchia generazione, che non potevano aumentare la potenza di ricarica da parte del veicolo proprio a causa del rischio che si raggiungessero temperature troppo elevate.

Le prese di ricarica Charx sono compatibili anche con caricatori a corrente alternata (fino a 20 kW nel CCS1 e fino a 26,5 kW in CCS2 a tre fasi) e potranno essere usate su tutte le auto elettriche dotate di batterie con architetture a 800 Volt. Quale automobilista elettrico non vorrebbe provare la sensazione di ricaricare a potenze di questo tipo?