Tesla ferma la produzione della Model 3 nella Gigafactory di Fremont
Lo stop è stato comunicato dalla Casa ai lavoratori: colpa della crisi dei chip o avvio dei lavori di espansione dello stabilimento?
La linea di produzione della Tesla Model 3 dello stabilimento di Fremont è stata ufficalmente fermata. In una comunicazione ai dipendenti la Casa ha spiegato che lo stop durerà fino al 9 marzo.
Lo riferisce una fonte che chiede di restare anonima a Bloomberg, spiegando di non poter rivelare la sua identità trattandosi di un’informazione riservata. Lo stop sarebbe arrivato il 22 febbraio.
Ferie forzate
Nella stessa comunicazione, i vertici aziendali dicono ai lavoratori impegnati sulla linea fermata che saranno regolarmente pagati per le giornate del 22 e del 23 febbraio, mentre non riceveranno compenso per il 28 febbraio e per l’1, il 2 e il 3 marzo. Tesla invita, chi può, a prendere qualche giorno di ferie.
Gli stop alla produzione non sono rari nell’industria automobilistica. Tanti sono i motivi che portano a pause sui flussi di lavorazione. Si va da un’eccedenza di produzione ad un ammodernamento dei macchinari (sempre a Fremont, le linee della Model 3 si fermarono per una settimana nell’aprile del 2018 proprio per questo motivo).
Mancano componenti?
Lo stop alla produzione potrebbe essere stato dettato dai lavori di espansione che sono in corso proprio a Fremont, dove si sa cercando di allestire nuovi reparti per aumentare la produzione, come dimostrano vari tweet comparsi in rete.
Di recente, però, è stata denunciata la carenza di materie prime e di chip che ha recato danni a molti costruttori, che hanno visto allungare i tempi di consegna delle loro vetture. L’industria automobilistica vale circa il 10% dell’intero mercato dei semiconduttori, e non è neanche la più remunerativa per le aziende che operano in questo campo.
Così, queste ultime tendono a dare la precedenza ai clienti migliori. Per questo motivo anche Volkswagen, Ford e GM stanno arrancando. Non mancano neanche per questi brand le chiusure temporanee di linee produttive o di interi stabilimenti.
Tesla aveva spiegato a gennaio che stava prendendo contromisure per scongiurare rallentamenti di questo tipo, anche perché si è posta l’ambizioso obiettivo di chiudere il 2021 con il 50% di vendite in più del 2020, anno che con 500.000 vetture prodotte ha segnato un primato per Elon Musk e soci.
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