Grazie ai finanziamenti di Bezos, l'azienda creata dal cofondatore di Tesla porterà a nuova vita pure le batterie della Leaf: ecco come

JB Straubel, da cofondatore di Tesla e con un’azienda la cui sede si trova a pochi passi dalla Gigafactory Nevada, non poteva che iniziare a lavorare proprio con la Casa di Palo Alto che ha contribuito a far nascere.

Ma con la sua Redwood Materials, società che si occupa del recupero degli scarti provenienti dalla produzione delle batterie e sul riciclo delle stesse, metterà le mani anche sugli accumulatori provenienti da altri marchi. A partire dalle Nissan Leaf.

Il sostegno di Amazon

Straubel, con un passato come Direttore Tecnico di Tesla, ha deciso di lanciarsi in questa nuova avventura sviluppando metodi innovativi per la riduzione degli sprechi derivati dalla realizzazione degli accumulatori destinati alle auto elettriche.

Amazon CEO Jeff Bezos

Ha iniziato a farlo grazie al sostegno di Panasonic - che ha un ruolo chiave nella gestione delle attività della fabbrica che Elon Musk ha costruito in Nevada - e sta ora allargando il campo d’azione grazie anche al sostegno ricevuto da Amazon, che sta investendo in modo sempre più consistente su progetti ecosostenibili.

L’accordo con Envision AESC

Straubel ha dichiarato in un’intervista Oltreoceano di aver raggiunto l’accordo con Envision AESC, joint venture tra Nissan, NEC e Tokin Corporation che si occupa proprio per la produzione delle batterie agli ioni di litio, tra cui quelle della Leaf, e che ha una fabbrica a Smyrna, in Tennessee.

“Riportiamo i materiali ad uno stato molto puro – ha dichiarato Straubel nell’intervista – e quindi non c’è perdita di prestazioni. Il cobalto che ricicliamo noi, ad esempio, è identico a quello proveniente da una miniera, nessuno può capire se arriva da una vecchia batteria o se è stato appena estratto”.

Redwood Materials, fondata nel 2017 e adesso guidata da un team di tecnici specializzati che in parte arrivano proprio da Tesla, ha iniziato a interessarsi anche alle batterie diverse da quelle delle auto. A breve potrebbe iniziare a riciclare anche quelle usate su computer portatili, telefoni cellulari e altri dispositivi elettronici.