Home

News

Attualità

Le Case auto all'Europa: "Ok a taglio emissioni, ma dateci le colonnine"

I costruttori di Acea si dicono pronti ad accelerare su elettrico e idrogeno, ma chiedono all'Europa più impegno sulle infrastrutture

Enel X Corso Francia Chargin Station

Riccardo Ciriaco Riccardo Ciriaco

Di: Riccardo Ciriaco

31 mar 2021 alle 11:44

Aggiungi InsideEVs alle fonti preferite su Google

Condividi

Il messaggio che le Case auto europee lanciano alla Ue è chiaro: noi siamo pronti a fare la nostra parte, ma voi? Il riferimento è alla revisione in corso della direttiva Dafi, che fissa gli obiettivi e le politiche comunitarie per lo sviluppo della rete di ricarica per le auto elettriche (e delle stazioni di rifornimento di idrogeno). 

In poche parole, l’industria automobilistica riunita nell'associazione Acea si dice “aperta a rispettare limiti più stringenti sulla CO2 per il 2030”, ma “a condizione che siano collegati all’impegno degli Stati membri di implementare i punti di ricarica e le stazioni di idrogeno”.

Più infrastrutture in strada

La decisione dell’Acea di scrivere all’Unione europea, rileva una nota, è arrivata dopo una riunione del suo board. “I grandi investimenti fatti dal nostro settore per i veicoli a propulsione alternativa stanno dando i loro frutti. Lo scorso anno quasi un’auto su 10 immatricolata nell’Ue era elettrica. Ma questa tendenza può essere sostenuta solo se i Governi inizieranno a fare investimenti coordinati con l’aumento delle infrastrutture”, ha dichiarato Oliver Zipse, presidente di Acea e Ceo di Bmw.

“Gli obiettivi di riduzione della CO2 previsti per il 2030 devono essere subordinati a un corrispondente aumento delle infrastrutture”.

Colonnina auto elettrica in condominio

Anche nelle case

Secondo Zipse, i limiti alle emissioni di anidride carbonica devono essere determinati dall'Europa in modo realistico, e cioè in rapporto al numero di punti di ricarica e stazioni di idrogeno che gli Stati membri dell’Ue si impegneranno a installare a valle della revisione della direttiva Dafi (per la quale l'Italia era anche già finita nel mirino Ue). Ma non solo, perché Acea chiede anche che gli Stati definiscano un quadro giuridico per l’installazione dei punti di ricarica nelle abitazioni e nei luoghi di lavoro.

“Noi delle Case auto – prosegue Zipse – continuiamo a impegnarci nella mobilità a zero emissioni. Ma gli obblighi non possono essere unilaterali. La riduzione delle emissioni di CO2 da parte del nostro settore dipende dall’avere le giuste infrastrutture. Confidiamo nella Commissione europea per stabilire il rapporto che dovrà esserci tra i nostri impegni e quelli degli Stati membri dell’Ue”.

Politiche per la transizione

Il piano del Governo Draghi per l’auto elettrica: si parte dalle colonnine

La Germania mette 5,5 miliardi per le colonnine di ricarica. E l’Italia?

L’idrogeno nei trasporti “è una sciocchezza”? Confronto industria-politica

La transizione di Cingolani stupisce: “Tra 10 anni l’idrogeno, non le batterie”

Condividi quest'articolo

DI TENDENZA

L’aereo elettrico che decolla in verticale promette costi da auto privata

L’aereo elettrico che decolla in verticale promette costi da auto privata

Auto elettriche usate, perché si svalutano così in fretta?

Auto elettriche usate, perché si svalutano così in fretta?

Ricarica elettrica, perché le colonnine fanno così tanto rumore?

Ricarica elettrica, perché le colonnine fanno così tanto rumore?

Geely E2 vs Citroen e-C3, duello tra elettriche a basso costo

Geely E2 vs Citroen e-C3, duello tra elettriche a basso costo

ULTIMI ARTICOLI

Consigliati per te



L’aereo elettrico che decolla in verticale promette costi da auto privata



Ricarica elettrica, perché le colonnine fanno così tanto rumore?



La svolta elettrica parte dalle strade, Anas entra in Motus-E



Auto elettriche usate, perché si svalutano così in fretta?



Geely E2 vs Citroen e-C3, duello tra elettriche a basso costo



Ricarica ultraveloce, Fastned cresce e punta a 500 stazioni



Volvo sceglie Nvidia per portare sulle sue auto la guida “eyes-off” e “mind-off”