La Germania mette 5,5 miliardi per le colonnine di ricarica. E l’Italia?
Il piano tedesco per l’auto elettrica è sempre più organico: accanto agli sforzi dei costruttori si muove con decisione il Governo
La Germania punta sempre di più sul green e per far decollare ulteriormente il mercato delle auto elettriche è pronta a mettere sul tavolo una cifra da record: 5,5 miliardi di euro, che andranno a finanziare la realizzazione delle colonnine di ricarica.
I fondi, come spiegato ai boss delle case auto tedesche da Steffen Seibert, portavoce della cancelliera Angela Merkel, verranno resi disponibili fino al 2024.
La strategia dell’Europa
Il motivo di questa scelta è semplice: da tempo l’Europa sta mettendo in campo una serie di misure per ridurre le emissioni di CO2 e ora la Commissione europea ha l’intenzione di rendere ancora più stringenti i limiti fissati dal Green Deal. L’obiettivo per il 2030, proposto lo scorso dicembre e che sarà definito entro giugno prossimo, è ridurre del 55% le emissioni di anidride carbonica rispetto al 1990.
Una strategia, quella degli incentivi statali alla mobilità elettrica, che sta dando i suoi frutti, tanto che l’anno scorso l’Europa ha sorpassato la Cina per il numero di auto elettriche e ibride plug-in vendute. Le Case auto in Germania stanno spingendo al massimo sull’elettrificazione. E con i finanziamenti per l’installazione delle colonnine di ricarica, Berlino sta rispondendo presente.
E noi?
In Italia il tema delle colonnine è molto sentito dagli automobilisti elettrici, ma ancor di più da chi sta valutando - anche in forza degli incentivi - di passare alle auto a zero emissioni.
Con il decreto Semplificazioni qualcosa si è fatto e anche sulle autostrade la situazione si sta finalmente sbloccando, ma come dimostrano i numeri siamo ancora ben lontani da un’azione organica come quella tedesca.
In vista della chiusura del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), l’associazione di riferimento della mobilità elettrica in Italia, Motus-E, è tornata a chiedere più attenzione per il settore, dopo la delusione per la prima stesura del testo. Chissà che non si possa trovare nella Germania un modello da emulare.
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