Il boom di vendite di elettriche e plug-in sta polverizzando le risorse a disposizione, Motus-E: "Si rischia di bloccare il mercato"

In Italia le auto elettriche piacciono sempre di più. Lo dicono i numeri: il 37% dei fondi previsti dall’ecobonus per l’acquisto di veicoli green è stato già utilizzato nei primi tre mesi dell’anno. Una notizia positiva, ma che ha anche il rovescio della medaglia.

È Motus-E a lanciare l’allarme: di questo passo, i soldi finiranno entro agosto e, a quel punto, il mercato si potrebbe congelare in attesa di nuove agevolazioni e le Case auto potrebbero dirottare i proprio sforzi "elettrici" verso i mercati con le maggiori agevolazioni.

Non mollare ora

Secondo i dati forniti dall’associazione, le vendite dall’inizio dell’anno hanno registrato numeri da record: circa 30.000 le auto elettriche vendute, con un sostanziale pareggio tra le full electric (Bev) e le ibride plug in (Phev). Effetto proprio dell'ecobonus, che ha consentito alle auto a batteria di reggere il colpo nonostante l'impatto del Covid sul mercato.

Ma gli incentivi sono decisivi per mantenere questa velocità e raggiungere la prima meta: la parità di prezzo con le endotermiche. Qui gli ultimi dati sulle immatricolazioni di auto elettriche in Italia.

Colonnine di Ricarica

Un aiuto sì, ma non basta

A giugno arriverà in soccorso il nuovo bonus del 40% per l’acquisto di veicoli a batteria con potenza massima di 150 kW e prezzo di listino di 30.000 euro. Ma non può essere sufficiente, perché a differenza dell'econobonus non è un incentivo rivolto a chiunque, ma solo alle famiglie con reddito basso (30mila euro di Isee). E oltretutto la dotazione finanziaria è limitata a 20 milioni di euro.

Insomma, le auto a spina non possono rimanere parcheggiate, altrimenti il mercato, già colpito dalla pandemia, rischierebbe di affossarsi.