La nuova rivoluzione industriale del Vecchio Continente sta prendendo corpo: il sorpasso alla Cina potrebbe arrivare entro il 2030

Dopo i dati del primo trimestre sembra proprio che l’Europa resterà anche nel 2021 il primo mercato al mondo per le auto elettriche. Ma il Vecchio Continente sta facendo di tutto anche per avviarsi verso la leadership sulla produzione delle batterie, campo in cui la Cina detiene ancora una posizione decisamente dominante.

Questo perché l’Europa, con l’Alleanza delle Batterie e con gli ingenti finanziamenti stanziati, sta velocemente sviluppando una catena del valore intorno alle celle. È considerata strategica non solo per il giro d’affari che sarà in grado di creare, ma anche perché meglio potrà supportare le esigenze delle Case, che sulla transizione energetica stanno investendo moltissimo.

Dal 7 al 31% di quota

L’Europa, nel 2020, ha realizzato il 7% del totale delle batterie prodotte per le auto elettriche. Secondo Bloomberg, entro il 2030 arriverà al 31%. Maros Sefcovic, vice presidente della Commissione europea, ha dichiarato: “Stiamo costruendo una nuova industria in Europa; stiamo costruendo un intero nuovo ecosistema”.

Il nuovo ecosistema di cui Sefcovic parla è stato finanziato con 60 miliardi di investimenti (pubblici e privati) nel solo 2019. Si tratta di una cifra tre volte superiore a quella stanziata dalla Cina ed è stata distribuita su tutti gli anelli della catena di valore della produzione delle batterie, dall’attività estrattiva a quella della realizzazione delle celle fino allo smaltimento e al riciclo.

Fabbriche per 500 GWh

A guidare la crescita del settore sono gli Stati in cui l’industria automobilistica è più radicata: Germania, Francia, Italia e Regno Unito. Si pensa che grazie a Volkswagen, BMW, Mercedes, Stellantis, Jaguar e Land Rover il mercato delle elettriche potrebbe passare da 1,3 milioni di auto del 2020 a 1,9 milioni del 2021.

Northvolt

“In totale ci sono 27 siti produttivi di batterie tra quelli già attivi e quelli in programma: a pieno regime, tra una decina d’anni, potrebbero arrivare ad una capacità complessiva di 500 GWh”, ha detto Jean-Pierre Corniou, un ex dirigente Renault ora consulente di SIA Partners. Secondo gli analisti di BloombergNEF se Volkswagen riuscirà a costruire le sei fabbriche di batterie annunciate durante il Power Day diventerà il secondo produttore al mondo dietro CATL.

Non ci sono solo gli europei

A proposito di CATL, in Europa l’industria delle batterie crescerà non soltanto per merito di aziende europee. I colossi cinesi vogliono costruire fabbriche in Europa. E CATL, ad esempio, ha stanziato oltre 10 miliardi di euro per arrivare a produrre 230 GWh in più entro 4 anni e a partire da quest’anno inizierà a farlo anche con una nuova fabbrica in Germania.

E poi c’è Tesla, con Elon Musk che tra qualche mese avvierà la produzione della Gigafactory di Berlino e che per rifornire quella vuole costruire una fabbrica per la produzione delle batterie. Si tratta di una mossa necessaria per riuscire a incrementare ulteriormente i volumi di vendita e restare leader nel campo della transizione energetica, o comunque per presentarsi sul mercato europeo con tutte le carte in regola per contrastare l’offensiva dei brand locali.