La Corte dei conti europea ha deciso di testare l'infrastruttura e bacchetta la Commissione Ue: bisogna fare molto di più

L’Europa bacchetta l’Europa, verrebbe da dire. La Corte dei conti europea (Eca) ha ammonito infatti la Commissione Ue perché non starebbe sostenendo in modo sufficiente gli Stati membri in materia di colonnine. Secondo i revisori della Eca, che temono di non centrare l’obiettivo di 1 milione di punti di ricarica pubblici in Europa entro il 2025, l'installazione delle stazioni è troppo lenta.

Così facendo, sarebbe in pericolo anche la possibilità di ridurre entro il 2050 il 90% delle emissioni di gas serra prodotte dai trasporti rispetto ai livelli del 1990. Un elemento chiave della politica ambientale Ue.

Troppa disomogeneità

I revisori della Corte hanno stimato che servirebbero altre 150.000 colonnine ogni anno (quasi 3.000 a settimana) per centrare gli obiettivi di Bruxelles. Un numero lontano dall’attuale media di 36.000 punti installati annualmente tra i 27 Paesi dell’Ue e il Regno Unito.

Percorrendo più di 2.000 chilometri in auto elettrica tra Germania, Francia e Italia, i revisori hanno testato l’infrastruttura di ricarica cofinanziata dall’Ue. Il giudizio? Di positivo c’è che sono riusciti a ricaricare le loro vetture in tutte le stazioni, ma hanno notato che gli automobilisti non riescono ad avere in tempo reale alcuni dati, come le informazioni sui stalli difettosi o sulle code presenti lungo la strada.

Colonnine ricarica auto elettrica

La distribuzione dei punti di ricarica, inoltre, è enormemente disomogenea tra i vari Stati membri e i sistemi di pagamento non sono armonizzati, costringendo gli automobilisti a usare diversi abbonamenti o metodi di pagamento andando in giro per l’Europa. “Un’auto su 10 venduta l’anno scorso nell’Ue era elettrica, ma l’infrastruttura di ricarica non è accessibile in modo uniforme in tutta l’Unione”, è il parere, messo nero su bianco nel rapporto, di Ladislav Balko, membro dell’Eca.

Intanto le auto arrivano

Di questo passo, sarà difficile stare dietro all’elettrificazione dei veicoli, perché le Case automobilistiche prevedono di aumentare fino a sei volte la produzione di vetture a batteria in Europa entro il 2025. Anche loro hanno chiesto più colonnine all'Ue.

E nel frattempo, la Commissione europea ha fissato l’obiettivo per il 2030 di aumentare i veicoli a zero emissioni, attualmente circa 2 milioni, ad almeno 30 milioni. Nel 2050, invece, dovrebbero essere la maggior parte dei mezzi di trasporto.

L'Europa ha messo nel mirino le emissioni di gas serra, che per un quarto dipendono dai trasporti, di cui il 72% da quelli su strada. Ma ora la meta sembra più lontana.