Fino a qualche tempo fa, l’obiettivo da raggiungere - parlando di costi di produzione di una batteria - era quello di quota 100 dollari a kWh. Una soglia (evidentemente anche psicologica) che, una volta toccata, avrebbe permesso alle auto elettriche di risultare competitive in termini di costo di vendita con le vetture endotermiche.

In uno studio recente, si è notato come Tesla costruisca una parte consistente del proprio vantaggio competitivo riuscendo a pagare meno degli altri le batterie, dimostrando quindi come alcune Case siano ancora parecchio lontane da quella cifra che garantirà la parità di prezzo con modelli benzina e Diesel.

Sotto la soglia dei 100 dollari a kWh 

La situazione sta però evolvendo velocemente e, grazie ai progressi tecnologici e alle crescenti economie di scala, l’industria automotive sta iniziando a fissare obiettivi più ambiziosi. Quattro mesi fa, e cioè a inizio 2021, si è iniziato a parlare di un target possibile di 80 dollari a kWh. Lo ha fatto il Dipartimento dell’Energia, ente statunitense che ha affermato come, una volta raggiunta tale quota, le auto elettriche saranno definitivamente sdoganate.

Elon Musk, che con la Model Y vuole conquistare lo scettro di auto più venduta al mondo a prescindere dall’alimentazione, ha sentenziato come l'abbattimento dei costi di un ulteriore 40% sia necessario per la definita penetrazione delle zero emissioni nel mercato di massa. Ciò significherebbe arrivare a cifre dell’ordine dei 56 dollari per kWh. Volkswagen si è allineata a tali dichiarazioni, sostenendo come un valore di 60 dollari a kWh sia possibile.

Tesla: Elon Musk presenta le 4680 durante il Battery Day

Il prezzo continua a scendere

Un cammino realizzabile, a ben vedere. Dave Powell, alla guida dell'unità automotive del Dipartimento dell’Energia, ha confermato che i nuovi target price fissati dall’industria sono verosimili. “Anni fa, quando abbiamo detto che per avere auto elettriche di costo paragonabile alle auto termiche si sarebbe dovuti arrivare a produrre batterie a un costo di 100 dollari a kWh, non sapevamo quando avremmo raggiunto tale obiettivo”, ha dichiarato al the Mobilist. “Eppure – ha proseguito – i costanti progressi hanno permesso di arrivare al risultato fissato in tempi rapidi: prima di quanto ci si aspettasse”.

In effetti, guardando al passato, si scopre che nel 2009 (ai tempi della prima Tesla Roadster per intenderci) il costo medio di una batteria agli ioni di litio era di 1.200 dollari a kWh: 12 volte più di oggi. Nel 2012 si era già ascesi a 500 dollari a kWh. Ora in certi casi siamo intorno ai 100 dollari e in futuro si riuscirà quasi a dimezzare questo valore. Lo si farà grazie all’arrivo di nuove celle (come ad esempio le tanto attese 4680 di Tesla) o di nuove tecnologie, come lo stato solido, che nel 2025 dovrebbe essere già abbastanza diffuso.