A Elon Musk le celle costano 142 $/kWh contro una media di 186 $/kWh. In più LG Chem accelera sulle 4680 e il titolo torna a volare

Le batterie, e più precisamente il costo delle batterie, sono l'elemento intorno al quale si gioca la sfida dell'auto elettrica. E Tesla, da questo punto di vista, ha ancora un grosso vantaggio rispetto alla concorrenza.

Questo dice un nuovo report pubblicato da Cairn ERA, società di ricerca e statistica specializzata in temi energetici che ha svolto uno studio approfondito per tracciare tutta la filiera delle celle agli ioni di litio e capire quale sia il loro costo reale per le Case.

Costa meno comprarle

Per quanto, per stessa ammissione della società che ha realizzato lo studio, le Case tendano ad essere abbastanza fumose quando si parla di batterie, gli analisti sono arrivati a calcolare che Tesla, facendo una media tra i tre fornitori a cui attualmente si rivolge (Panasonic, CATL e LG Chem) paga le batterie 142 dollari per kWh. GM non va sotto i 169 dollari per kWh mentre l'industria automobilistica nel suo complesso paga 186 dollari per kWh.  

Uno sguardo approfondito alla massiccia fabbrica di batterie CATL in Germania

Curiosamente, secondo quanto riportato da Cairn ERA, le Case spendono di più per produrre celle internamente. In questo caso Tesla sostiene un costo di 187 dollari per kWh, GM arriva a 207 kWh mentre la media del settore è di 246 dollari per kWh.

  Costo di acquisto Costo di produzione
Tesla 142 $/kWh 187 $/kWh
General Motors 169 $/kWh 207 $/kWh
Media settore automotive 186 $/kWh 246 $/kWh

4680 in arrivo, anche in USA e UE

Situazioni finanziarie a parte, Tesla sta lavorando a tutta velocità anche sul prodotto. Non solo con l’arrivo imminente delle Model S 2021 sul mercato. Ma anche per quanto riguarda le batterie. La corsa alle 4680 è nota: i partecipanti, oltre a Tesla stessa, sono Panasonic e LG Chem. Su quest’ultima, pochi giorni fa, è uscita la notizia che fosse pronte un impianto pilota per produrle in Corea del Sud. Ora arrivano altre indiscrezioni sul tema.

Nello specifico, LG Chem starebbe valutando l’opportunità di costruire una fabbrica di batterie negli Stati Uniti e in Europa per allargare il proprio giro d’affari oltre i confini della Cina, che al momento rappresenta lo sbocco principale. Nessuno ufficialmente cita Tesla tra i clienti, ma fonti attendibili hanno dichiarato alla Reuters che proprio Elon Musk potrebbe essere uno dei principali motivi di questa espansione.

LG Chem To Increase Battery Sales Fivefold By 2024

Si guarda alla Spagna

A quanto pare LG Chem vorrebbe avviare la produzione delle 4680 in America entro il 2023 con una nuova fabbrica e, a seguire, vorrebbe realizzarne un’altra in Europa per rifornire la Gigafactory di Berlino.

Tra le sedi più probabili nel Vecchio Continente ci sarebbe la Spagna, Paese che ha da poco affermato di voler investire con decisione nel campo delle batterie per automobili, grazie al sostegno del governo e del gruppo Volkswagen.

Un rialzo da record

Ma torniamo un attimo a Tesla. Che sia un titolo per cuori forti lo abbiamo visto: tra rialzi da record e ribassi shock è facile vedere il proprio capitale investito muoversi tra verde e rosso come un elastico. Certo, sul lungo periodo il titolo sta dando enormi soddisfazioni e anche nei giorni scorsi, dopo un periodo di forte contrazione, ha fatto segnare un rialzo da record: con una crescita del 20%, ieri, ha ottenuto il miglior rialzo dell’ultimo anno.

Il salto in avanti ha portato a Tesla 100 miliardi di dollari di capitalizzazione in un giorno, che è pari a poco meno all’intero valore di Volkswagen, tanto per capirci. Il rimbalzo ha fermato una discesa che proseguiva da 5 sedute.

Tesla 4680 batterie batterie e pacco

Il giudizio è ancora "buy"

Il risultato record del 9 marzo ha spinto gli analisti (tra cui Pierre Ferragu di New Street Research) a passare da una valutazione “neutral” ad un deciso “buy” sul titolo dell’azienda di Elon Musk, le cui previsioni di prezzo sono passate da 578 dollari a circa 900. Non mancano però i pareri contrari, che però proprio grazie al risultato di lunedì sono tornati a rappresentare una minoranza.

Secondo quanto riportato da Refinitiv Data, gli investitori hanno movimentato 43 miliardi di dollari per le azioni di Tesla in un solo giorno. Più di ogni altra azione e più del triplo della seconda azione più acquistata di quel giorno: Apple. Quello di Tesla è stato anche il titolo che ha contribuito di più alla crescita di 1,4 punti percentuali dell’indice S&P500, di cui fa parte dallo scorso dicembre.