Accordo in Cina per realizzare un polo per il riciclo e il ripristino di motori elettrici e batterie: obiettivo economia circolare

L’economia circolare è il futuro a cui tutti stanno cercando di tendere. Ha innegabili vantaggi dal punto di vista economico, riducendo gli sprechi, e ambientale, potendo contare su efficaci tecniche di riutilizzo dei materiali. Tesla, che in Nevada si affida per il riciclo delle batteria alla Redwood Materials, a Shanghai ha messo in moto un progetto in proprio per dare nuova vita alle vecchie componenti.

In Cina sorgerà quella che si configurerà come una sorta di "GigaRefactory", il cui compito sarà quello di riparare o ricondizionare motori, celle e altri componenti in modo da dar loro una seconda vita “automobilistica”. Almeno, questo è quello che emerge da un documento firmato da Tesla China con le autorità di Shanghai. Significa che nel nuovo polo industriale la Casa si concentrerà su due cose: il riciclo di motori e batterie per auto elettriche e la produzione degli stessi con i materiali recuperati. Non sarà proprio come gli iPhone ricondizionati, ma il concetto di fondo in termini di sostenibilità ed efficienza è molto simile.

Fornitori di sé stessi

In effetti, la Cina si sta finalmente iniziando a muovere anche sui temi ambientali e in quest'ottica sta velocemente inasprendo le normative, in modo da spingere il settore industriale verso comportamenti più virtuosi, anche nell’ambito del recupero delle cosiddette "materie prime seconde" da componenti usati.

Stando a quanto firmato da Tesla nell’accordo di cui sopra, la Casa di Elon Musk, che in Cina già produce Model 3 e Model Y, starebbe allargando le operazioni anche sulla realizzazione di componenti per auto elettriche per accorciare la catena dei fornitori. E lo farà con metodi innovativi che puntano per l'appunto alla riduzione degli sprechi.

Logo Tesla

Un polo industriale completo

Tesla China quindi continua a crescere e dopo la Gigafactory per la produzione delle auto e quella poco distante dalla quale usciranno 10.000 Supercharger V3 all’anno, ora si cimenterà anche in motori e centraline, facendo leva sul riciclo. Senza dimenticare che nel Paese del Dragone Elon Musk ha creato anche un centro di progettazione e design che si occuperà di dar vita alla “baby Tesla”, la presunta Model 2 che avrà un prezzo d’accesso intorno ai 20.000 euro.

Tornando alla questione della nuova fabbrica, Tesla non ha rilasciato informazioni dettagliate in merito. Non si sa quando inizieranno i lavori né quando la nuova attività sarà avviata ufficialmente. Ma la Casa, attraverso il proprio sito web, ha voluto porre l’accento che i materiali utilizzati per le batterie delle proprie auto sono tutti recuperabili e riciclabili. Si tratta di un processo a cui stanno lavorando tutte le grandi Case auto, tra cui Volkswagen, che ha avviato di recente un ambizioso programma sul tema.