L'appello per una Gigafactory al posto dell'ex Ilva di Taranto è solo l'ultimo degli inviti arrivati dal nostro Paese: ecco gli altri

Lettere, petizioni, interviste e social network. Sono tantissimi i modi per mettersi in contatto – o almeno provarci – con attori, sportivi, politici e anche dirigenti industriali. Un personaggio come Elon Musk poteva rimanere fuori da tutto questo? Certo che no. Anche quando di mezzo c’è l’Italia.

I nostri connazionali hanno usato tutti gli strumenti a disposizione per attirare l’attenzione del numero uno di Tesla. Le richieste sono quasi sempre le stesse: “Porta una Gigafactory nella mia città”. Ma alcune sono decisamente più particolari…

Lettere da città e Regioni

“Dear Elon”: comincia così l’ultima lettera, in ordine di tempo, partita dall’Italia in direzione Palo Alto. Le 21 righe scritte al “caro” Musk sono frutto dell’iniziativa, lanciata su Twitter qualche settimana fa dal Tesla Owners Italia, per chiedere al ricco visionario di rilevare l’ex Ilva.

“I cittadini di Taranto – si legge – vogliono liberarsi di questo eco-mostro. Vogliono abbracciare il mondo della mobilità sostenibile e dell’industria rispettosa dell’ambiente e per questo, tramite i loro rappresentanti ti invitano a considerare l’area ZES di Taranto (Zona Economica Speciale) per creare la prossima Gigafactory europea approfittando anche del suo eccellente porto mercantile, l’autostrada, la ferrovia e l’aeroporto”.

Tesla: ecco la Gigafactory Berlino

Se il Ceo dovesse accettare lo sbarco di Tesla in Italia, avrebbe però l’imbarazzo della scelta, perché sono state tante le proposte tricolori arrivate nella buca delle lettere.

“Un Paese sexy”

All’inizio di quest’anno, l’assessore regionale allo Sviluppo economico dell’Emilia-Romagna, Vincenzo Colla, aveva proposto un matrimonio tra Palo Alto e la Motor Valley: “Tesla dice che investirà in Europa. Bene. Se venisse qui troverebbe un territorio che è già attrazione delle multinazionali di tutto il mondo. Un Paese sexy”, aveva dichiarato in un’intervista a Il Resto del Carlino.

Dalla Terra dei Motori per eccellenza, a un’altra altrettanto famosa. Anche Torino, città madre della Fiat, ha provato a conquistare Elon Musk. Su Facebook è attivo il gruppo “Bring Tesla Gigafactory to Turin, Italy - Vogliamo la Tesla a Torino”. L’idea è “promuovere l’insediamento di uno stabilimento Tesla a Torino. Proposta dal basso, molto dal basso, partita da alcuni membri del gruppo Torino Sostenibile”, come si legge nella descrizione.

E occhio anche a Trieste, che su Change.org  si mette a disposizione “per la nuova fabbrica delle auto elettriche TESLA in Europa”. Mancano meno di 2.000 firme per arrivare a 10.000.

Guidare col controller

Girando su Google e sui social si trova di tutto, ma sono due le idee più strane che si vedono online. Un ammiratore di nome Alberto ha lanciato la sua petizione per essere supportato al fine di “comprare una Tesla Model 3”. La desidera “perché è diversa, innovativa e (sic) un colmo di tecnologia performante”. L’appello è aiutarlo “a mandare una lettera a Elon Musk” e “realizzare il suo sogno più grande”.

Copertina Cybertruck F-117

Fuori dai nostri confini, e al posto della berlina di Palo Alto, è stato il Tesla Cybertruck a far innamorare un fan. Stavolta, però, lo spasimante non ha chiesto di trovare il veicolo nel parcheggio sotto casa: il pick-up avrebbe invece dovuto fare il proprio debutto nel gioco Forza Horizon 4. Al momento, il mezzo è disponibile solo in versione Hot Wheels, mentre la Mattel ha creato una Roadster in miniatura. Riguardo ai videogames, Elon sembra avere altre idee. Ma prima o poi, farà felici i suoi adulatori?