Il numero dei veicoli cresce ma ci sono ancora ritrosie e ostacoli. L'autonomia? Non sarebbe un grande problema

Stazioni di ricarica non abbastanza diffuse e tempi di rifornimento più lunghi, ma anche una certa ritrosia a cambiare le abitudini, dettata in parte dalla poca conoscenza dei veicoli elettrici. Sono i motivi principali che rallentano l’elettrificazione delle flotte aziendali. I risultati emergono dal sondaggio “La carica dei 102”, svolto dall’Osservatorio sulla mobilità aziendale Top Thousand.

Il riferimento al film Disney dipende dalle protagoniste dell’indagine: 102 imprese di ogni dimensione (grandi, medie e PMI) e diversi settori (farmaceutico, tour operator, banche, logistica, compagnie aeree, assicurazioni, consulenza e altre). Il totale di veicoli alle loro dipendenze è 118.439 (106.654 a noleggio e 3.612 elettrici). 

Bene, ma non benissimo

Nonostante la crescita della eMobility tra le aziende, il sistema di alimentazione preferito risulta ancora il diesel, seguito poi dalla benzina, soprattutto per gli spostamenti in città e le tratte brevi. Le auto con la spina continuano a prendere quota, ma considerando che il 57% dei veicoli in esame percorrono meno di 100 km al giorno è evidente che ci sarebbe molto più spazio per l'elettrificazione. E numeri simili si leggono anche nello studio europeo di Webfleet Solutions sui veicoli commerciali. Ma perché allora vince il gasolio?

Tra le ragioni che frenano la diffusione della mobilità sostenibile, come detto ci sono prima di tutto la scarsa capillarità dei punti di ricarica e i maggiori tempi di rifornimento. In molti, colossi dell'e-commerce inclusi, sono al lavoro per ottimizzare l'utilizzo dei veicoli, ma in definitiva la pianificazione dei viaggi resta un tema al centro dei dubbi di molti. Ed è anche qui che può rendersi importante un certo livello di formazione.

Ricarica

Perché sì

“Ad eccezione di pochissime aziende – spiega Riccardo Vitelli, senior founder dell’Osservatorio Top Thousand –, l’atteggiamento dei fleet manager nei confronti dell’auto elettrica è oggi ancora attendista. L’interesse è cresciuto negli ultimi mesi, così come il numero degli electric vehicles all’interno dei parchi auto, ma sono ancora molte le aziende che stanno portando avanti sperimentazioni o quelle che rilevano l’incompatibilità di questi veicoli con gli spostamenti dei propri driver”.

Chi, invece, sceglie l’elettrico lo fa soprattutto per responsabilità sociale d’impresa, che è tra le motivazioni indicate da oltre la metà degli intervistati. La riduzione delle emissioni vale il 44% delle risposte, mentre le agevolazioni incidono il 37% delle volte. Allo stesso modo, anche l’autonomia crescente (18%), gli incentivi governativi (16%) e i vantaggi fiscali, come l’esenzione dal bollo (16%), aiutano la transizione.

Il futuro

Ma 55 intervistati su 102 hanno dichiarato che non incrementeranno la loro quota di elettriche. Cosa ne sarà dei veicoli a zero emissioni nelle flotte commerciali? La diffusione dipenderà soprattutto dai canoni e dalla consulenza delle società di noleggio: un terzo dei Fleet Manager sostiene che i primi sono diminuiti, grazie al miglioramento dei valori residui a fine noleggio dei veicoli (35% del campione), alla maggiore disponibilità di modelli (32%), ai bassi costi di manutenzione e agli incentivi statali.

Un aspetto da migliorare riguarda però la consulenza dei noleggiatori: se quasi un terzo del campione ha riscontrato un upgrade rispetto a due anni fa, la maggioranza dei voti continua a indicare la stringente necessità di ulteriori passi avanti in questa direzione. E in tutto questo, l’associazione Eurelectric ha spiegato che anche l’Europa dovrebbe dare una mano.