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Ricarica e colonnine
Perché ricaricare l'auto elettrica sul posto di lavoro fa la differenza
Un sondaggio condotto nei Paesi europei leader della eMobility punta il faro sull'importanza delle policy aziendali (anche per le flotte)

Pietro Cardone 
Di: Pietro Cardone
27 gen 2021 alle 14:31
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Per accelerare la diffusione delle auto elettriche in Europa serve soprattutto una rete di ricarica più capillare. Lo dice un report che, scendendo più nel dettaglio, spiega come tra le carenze più sentite dagli automobilisti a zero emissioni del Vecchio Continente ci sia quella di non poter fare un pieno di energia presso il proprio posto di lavoro.
Eppure in Europa sempre più persone sono convinte che l’auto elettrica possa giocare un ruolo cruciale nella lotta alle emissioni. Ad oggi si dice siano il 43%. E restando nel Vecchio Continente, un automobilista su tre sta seriamente prendendo in considerazione la possibilità di acquistare un’auto elettrica nel prossimo futuro. Ma l’infrastruttura resta un nodo da sciogliere.
La ricarica "difficile"
Secondo lo studio annuale di EVBox, a seguito di interviste a 3.600 persone (di cui 600 già dotate di un’auto elettrica o ibrida) di Olanda, Germania, Francia, Belgio, Norvegia e Regno Unito, il 72% di chi guida un’auto elettrica la ricarica principalmente a casa. Solo il 40% riesce a farlo a lavoro. Il 20% non ha accesso ad una colonnina una volta raggiunto l’ufficio, mentre tra quelli che hanno questa possibilità, sempre un 20% lamenta il fatto che le colonnine non siano abbastanza potenti.

A quanto pare i cittadini europei stanno cambiando mentalità, grazie principalmente agli sforzi messi in campo dalle istituzioni comunitarie. Ma ora si aspettano che anche le aziende compiano un salto di qualità e sposino con più convinzione forme di mobilità green.
Flotte elettriche per pochi
Le aziende, insomma, sono un po' indietro sulla transizione energetica. Oltretutto, non si deve sottovalutare il fatto che gli intervistati vivano nei Paesi in cui le elettriche hanno preso più piede. Tuttavia, pur limitando le statistiche agli stati più “virtuosi”, si scopre come solo un’azienda su cinque abbia tra le auto aziendali modelli a batteria. Nel dettaglio:
- Regno Unito: 27%
- Norvegia: 21 %
- Germania: 19%
- Belgio: 18%
- Olanda: 17%
- Francia: 16%
Eppure l’auto elettrica resta un benefit apprezzato. Tanto che circa la metà (il 47% per la precisione), sarebbe più propenso ad andare a lavorare presso un’azienda dotata di auto aziendali a zero emissioni.

Le agevolazioni non mancano
Sembrerebbe quasi che gli automobilisti europei non siano spaventati dagli annunci di molti Paesi (Norvegia in testa, ma anche Regno Unito e Italia, per dare due esempi) di fermare tra 5, 10 o 15 anni la vendita di auto con motore a scoppio. Ma anzi, che siano pronti al grande passo, a patto che siano accompagnati verso il cambiamento non solo dallo Stato ma anche dalle aziende e i soggetti privati.
La speranza è che proprio le aziende colgano il guanto di sfida e si adeguino ad un mondo che sta cambiando molto velocemente. Sfruttando ad esempio le agevolazioni in vigore in numerosi Paesi per l’installazione di colonnine di ricarica o la sostituzione delle auto aziendali tradizionali con quelle elettriche. Staremo a vedere.
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