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Un boss Toyota guida una Tesla, ma dice che l'ibrido è meglio

Il Ceo di Toyota Research, Gill Bratt, spiega perché secondo lui l'elettrificazione full non dovrebbe essere l'unica via da percorrere

Toyota bz4X volante a cloche

Francesco Barontini Francesco Barontini

Di: Francesco Barontini

23 lug 2021 alle 11:37

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Gill Pratt non è un ingegnere qualunque. Laureato al MIT, impegnato nel campo dell’elettrificazione e della lotta alle emissioni dagli Anni ’80 (quando da studente partecipava e vinceva nelle gare riservate ai veicoli green e ultraefficienti), ha passato la vita nel mondo delle auto.

Attualmente ricopre il ruolo di Ceo del Dipartimento di ricerca di Toyota e dalla California, dove vive, Pratt si è lasciato andare di recente a una serie di considerazioni sulla transizione energetica, spiegando che passare a un sistema di trasporto privato basato esclusivamente sulle auto a batteria è sbagliato. E lo ha detto da felice proprietario di una Tesla Model X.

Il nodo batteria

Pratt espone la sua opinione in modo molto chiaro. “Sono il felicissimo possessore di una Toyota Sienna ibrida, di una Rav4 PHEV e di una Model X – ha scritto – e prendo spesso la Tesla, che è un’ottima auto, ma ci percorro una media di 50 km al massimo. La sua batteria potrebbe farmi viaggiare anche 500 km. In un certo senso, quindi, è sprecata”.

È questo aspetto, secondo Bratt, che dovrebbe portare a riflettere. La batteria di una Model X è grande 6 volte quella di una Toyota Rav4 PHEV. In base al suo ragionamento quindi, all’incirca, con le stesse materie prime utilizzate per le batterie di un’auto elettrica si potrebbero elettrificare 6 auto plug-in. In questo modo, secondo lui, si potrebbe elettrificare più velocemente - ma solo parzialmente, senza quindi azzerare le emissioni - l’intero parco circolante.

La via di mezzo

Bratt è convinto che si dovrebbe spingere di più su modelli ibridi e ibridi plug-in. Perché costano meno, rispondendo in modo mirato a determinate esigenze di trasporto. Non azzerano le emissioni, ma limiterebbero gli sforzi produttivi per le batterie, anche se dovrebbero misurarsi con la complessità di avere sempre anche un propulsore termico, con tutto quello che ne consegue.

Secondo Bratt, “quello che è il meglio in media, non è il meglio per ogni persona. Soggetti diversi hanno necessità diverse, anche in base al posto in cui vivono. Ci sono Paesi in cui le fonti rinnovabili sono molto diffuse, altri in cui l’elettricità si genera ancora con combustibili fossili. Forse in quei posti un’ibrida alla fine potrebbe arrivare addirittura a inquinare meno di un’elettrica durante tutto il ciclo di vita”.

Tesla Model X First Drive

Citando Einstein

Bratt sottolinea di non essere contro l’elettrificazione, anzi, si dice convinto che la transizione energetica del mondo dei trasporti sia necessaria. Che si debba investire nelle fonti rinnovabili per avere energia pulita con cui alimentare le auto a batteria, che si debba lavorare per far crescere la rete di ricarica e che si debba continuare a investire per progredire nel campo dell’idrogeno verde. Ma chiude il suo intervento citando Albert Einstein: “Tutto deve essere reso il più semplice possibile, ma non può diventare semplicistico”.

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