Hyundai prepara investimenti massicci sulla tecnologia ad idrogeno e punta a renderla accessibile a sempre più fasce della popolazione.

Il Gruppo sudcoreano ha presentato il piano “Hydrogen Vision 2040” che punta a rendere l’idrogeno accessibile a “ad ogni veicolo, ad ogni persona e in ogni luogo”.

Auto ad idrogeno più economiche e durature

La presentazione della strategia ha avuto luogo durante l’evento online Hydrogen Wave Forum. Il punto cardine del piano di Hyundai è trasformare l’idrogeno in una tecnologia “popolare”.

Il primo passo del Gruppo avverrà nel 2023 con l'arrivo di una nuova generazione della tecnologia fuel cell. Hyundai stima che, visti i passi in avanti in ricerca e sviluppo, ci sarà una riduzione dei costi di produzione del 50% e che auto di questo tipo avranno una “vita” di circa 500 mila km (rispetto ai 160 mila km raggiunti dai modelli equipaggiati col precedente pacco batteria).

Hyundai Nexo

E, a proposito di prezzi, entro il 2030 le auto ad idrogeno (FCEV) costeranno come quelle a batteria (BEV).

Dalle auto ai palazzi

La strategia di Hyundai non riguarda solo le auto. Entro il 2028, infatti, l’offerta di veicoli ad idrogeno riguarderà anche tutti i modelli ad uso commerciale come autocarri e autobus. E non è finita qui.

Nel corso di Hydrogen Wave sono stati presentati concept come le city car M Vision POP e M Vision 2GO, la Nexo Minicar per bambini, la sportiva Vision FK, l’XCIENT Fuel Cell (il primo camion con tecnologia fuel cell), l’Elec City Bus e il Fuel Cell Electric Tram (due mezzi di trasporto ‘eco-friendly’ che mirano a sostituire le attuali flotte alimentate a gasolio). E sono pronte future applicazioni per robot, velivoli autonomi e navi.

Hyundai XCient Fuel Cell restyling 2021
Hyundai XCient Fuel Cell restyling 2021

Hyundai mira anche ad espandere i confini della tecnologia ad idrogeno oltre alla mobilità elettrica. Il brand aspira a creare nuove soluzioni energetiche per case, palazzi e centrali elettriche. Del resto, si stima che entro il 2050 la domanda di idrogeno salirà al 18% a livello globale generando un potenziale mercato da 2,5 trilioni di dollari e da 30 milioni di posti di lavoro.

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