Quanto tempo servirà per eliminare tutti i veicoli a combustione interna e sostituirli con quelli elettrici? Bella domanda, verrebbe da dire. Elon Musk ha però la sua risposta: almeno 30 anni. La previsione è arrivata in occasione dell’assemblea 2021 degli azionisti Tesla.

Il ceo ha spiegato il suo pronostico basandosi sui numeri: attualmente sono 2 miliardi i mezzi in circolazione sulle strade di tutto il mondo. Immaginando di costruire 100 milioni di auto e camion full electric all’anno, un primo calcolo porterebbe a 20 anni. Ma ci sono altre considerazioni da fare.

Ecco perché

Per cominciare, solo l’1% della flotta globale è alimentata esclusivamente a batteria in questo momento. Al tempo stesso, le stime sul mercato dicono che le BEV, pur avendo superato il 5% delle vendite annuali, non hanno ancora raggiunto il 10%. La soglia a due cifre potrà presto essere raggiunta su base mensile solo con l’aiuto delle ibride plug-in.

La presentazione di Elon Musk all'assemblea degli azionisti Tesla 2021

Per arrivare a un’elettrificazione totale, Elon Musk scommette perciò in un tempo di 30 anni, se non 40. Aggiungiamo che, mentre Tesla costruisce full electric da sempre, gli altri costruttori hanno fissato il loro target del 100% di vendite in elettrico al futuro prossimo, ma non adesso. Ultima nota: le auto a batteria dovranno diventare accessibili anche nei Paesi più poveri.

Obiettivo 20 milioni nel 2030

Intanto, Palo Alto ha fatto sapere di voler puntare a numeri ben più alti rispetto ai competitor: “Entro il 2030, vogliamo vendere 20 milioni di veicoli elettrici all’anno”, ha dichiarato Robyn Denholm, presidente del consiglio di amministrazione Tesla. Un numero a dir poco enorme, pari al doppio dei principali costruttori tradizionali.

Come può riuscire la Casa a raggiungere queste cifre, considerato che nel 2020 si è fermata a mezzo milione di consegne (al netto della pandemia)? Guardano i suoi dati, in particolare il tasso di crescita annuale composto (GACR), che si attesta al 71%, come mostrato in un grafico durante l’incontro. Sicuramente una grossa mano arriverà anche dall’attesissima Tesla da 25.000 dollari, ma riesce difficile pensare che il numero non sia una boutade.

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Model 2 non esiste

L’assemblea degli azionisti è stata anche l’occasione per tornare a parlare della low cost messa in cantiere dalla Casa. Elon Musk ha ribadito che la Tesla per tutti non si chiamerà Model 2: questo nome “non esiste”, ha spiegato il ceo.

La ragione è molto semplice: nessun’altra auto di Palo Alto è stata battezzata con un numero. Nemmeno la Model 3, perché “il 3 significa E. Doveva essere Model E, ma Ford ha minacciato di citarci un giudizio, perciò ci siamo detti di chiamarla Model 3. Quindi è S, 3, X e Y”. In attesa delle presentazioni ufficiali, qualcuno ha soprannominato l’auto Model Q.