Il caso di Marine Le Pen, che vuole fermare le fonti rinnovabili
In un'intervista alla radio, la leader di Rassemblement National parla del suo programma energetico: più nucleare, meno rinnovabili
Il popolo francese sarà chiamato alle urne ad aprile 2022 per eleggere il nuovo presidente della Repubblica. Per il partito di estrema destra Rassemblement National (RN), la candidata all’Eliseo è sempre Marine Le Pen, data attualmente seconda dai sondaggi, proprio come nel 2017.
In caso di una sua vittoria, la leader di RN porterebbe avanti un programma che farebbe sicuramente discutere. A finire nel suo mirino in particolare, sono state le fonti di energia rinnovabile, apertamente criticate in una recente intervista alla radio.
“Troppo intermittenti”
“Eolico e solare – ha dichiarato Le Pen ai microfoni di RTL – non sono energie rinnovabili, sono intermittenti. Se sarò eletta, fermerò la costruzione di nuovi parchi eolici e lancerò un grande progetto per smantellarli”.

L’addio andrebbe dato anche ai sussidi per le stesse Fer che, secondo la leader del Rassemblement National, pesano per 6 o 7 miliardi di euro l’anno nelle casse della Francia. Ma le rinnovabili sono davvero così intermittenti come sostiene la guida di RN?
La stessa RTL, in un articolo di fact-checking scritto nelle ore successive all’intervista, riporta alcuni dati pubblicati in Francia che dimostrano come, in realtà, le turbine eoliche girino per l’80% del tempo: una “intermittenza” più che accettabile.
Alternativa nucleare
Le Pen ha aggiunto che, per compensare, sosterrebbe l’industria nucleare francese consentendo la costruzione di diversi nuovi reattori, già tra i piani annunciati nei giorni scorsi dal presidente uscente Emmanuel Macron. Ma, secondo Barbara Pompili, ministra della Transizione ecologica in Francia, seguire subito questa strada non sarebbe possibile.
La smentita è arrivata su Twitter, dove si può leggere che “smantellare i parchi eolici significa privarci di almeno l’8% della produzione di energia elettrica, mentre le previsioni dicono che i consumi aumenteranno del 20% entro il 2035. La signora Le Pen ci porterebbe al blackout, a meno che non sappia costruire centrali nucleari in meno di 10 anni (e non è possibile)”.
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