Sono stati avvistati per la prima volta qualche settimana fa. Ora li si possono vedere in azione. Stiamo parlando dei Megacharger, le stazioni di ricarica che Tesla ha realizzato appositamente per il suo camion elettrico Semi.

Per ora in fase di test nella Gigafactory Nevada, sono la prova che il Tesla Semi, dopo rinvii e ritardi, è davvero in procinto di arrivare sul mercato.

La produzione si avvicina

Il camion a zero emissioni della Casa di Palo Alto fu annunciato per la prima volta nel 2016 e nel 2017 fu mostrato sotto forma di concept. Secondo le previsioni di Elon Musk sarebbe arrivato in vendita di lì a poco ma poi alcuni problemi tecnici e la pandemia hanno fatto slittare a più riprese l’esordio.

Lo scorso anno, durante il lockdown, Elon Musk scrisse ai dipendenti che era giunto il momento di avviare la produzione su grandi volumi del mezzo, che però, ad oggi, va ancora a rilento. Qualcosa, però, si muove.

 

Prove di ricarica a 1 MW?

Prima di tutto, dal punto di vista commerciale, pare che Tesla abbia raccolto già oltre 700 ordini. Tra i clienti più importanti anche Walmart e Pepsi. Poi, c’è l’allestimento delle linee presso la Gigafactory Austin, che già sforna auto elettriche e che dal prossimo anno dovrebbe arrivare a produrre buoni volumi del Semi, che per il momento è costruito con metodi non del tutto standardizzati e con un ritmo molto basso in Nevada (si parla di 5 camion a settimana).

A tutto questo, restando proprio in Nevada, si sono aggiunti di recente anche i Megacharger, colonnine di cui non sono ancora non sono state dichiarate le caratteristiche tecniche ma che dovrebbero arrivare a 1 Megawatt di potenza e riportare la batteria del Semi all’80% in 30 minuti.