A fine 2021 Akio Toyoda in persona ha illustrato la strategia elettrica di Toyota mostrando in un colpo solo la bellezza di 16 nuovi modelli a zero emissioni in arrivo nei prossimi anni. A seguire, Simon Humphries, a capo del design del colosso giapponese, è sceso più nel dettaglio di come la Casa ha intenzione di affacciarsi da protagonista nel campo delle auto a batteria.

Humphries, in un’intervista ad Automotive News, ha spiegato che la parola d’ordine sarà diversificazione. Toyota attualmente ha una gamma molto articolata che rispecchia le esigenze di clienti diversi che vivono in diverse aree del mondo. “Non possiamo pensare di produrre 80 modelli che siano tutti uno uguale all’altro – ha detto Humphries – la diversità sarà una cosa su cui puntare molto”.

Il piano

Con la gamma bZ, ad esempio, Toyota punterà a offrire un'intera famiglia di modelli dalla forte personalità e con una decisa propensione al futuro. Ma per andare a coprire tutti i segmenti di mercato realizzerà anche auto dall’impostazione diversa. Alcuni avranno anche altri marchi sul cofano. Lexus, ad esempio, punterà su un vetture dalla smaccata sportività e su tecnologie all’avanguardia come le batterie allo stato solido.

Tutto questo servirà per arrivare a vendere 3,5 milioni di auto elettriche entro in 2030 (di cui 1 milione solo di Lexus, che sarà un marchio premium ed esclusivamente elettrico sulle principali piazze: USA, Cina ed Europa). È un bel passo in avanti rispetto ai 2 milioni di vetture a batteria preventivate in precedenza. 

Auto sportiva elettrica Lexus

Una gamma ricchissima

Toyota, potendo contare su una "potenza di fuoco" straordinaria, ritiene che per vendere così tante elettriche la soluzione migliore migliore sia quella di mettere a disposizione molti modelli. Una strategia profondamente diversa da quella di Tesla, che partendo da zero ha puntato a fare numeri con soli quattro modelli, di cui essenzialmente due rivolti al mass market, Model 3 e Model Y. 

La scelta del gruppo giapponese collima con quella di altri big. Basti pensare che l’alleanza Nissan-Renault-Mitsubishi ha detto di voler realizzare 35 modelli elettrici nei prossimi 5 anni. Del resto Toyota ha già una line-up molto ampia e una struttura industriale in grado di produrre più di 10 milioni di vetture all'anno. Con la transizione ecologica non può ripartire proponendone solo alcuni. Inoltre, con la sempre maggiore diffusione di vetture a zero emissioni, si creeranno sempre più nicchie che devono essere aggredite. 

Camion elettrico Toyota, sostituzione FJ Cruiser e piccolo crossover

Ogni strada resta aperta

“La tecnologia progredirà e diventerà sempre più diffusa e questo ci consentirà di realizzare più facilmente auto che rispondono a tutte le esigenze – spiega Humphries – È questo il segreto: dare al mercato auto in grado di soddisfare le ambizioni di un cliente”.

In fondo, è un po’ la stessa cosa che la Casa fa per affrontare la transizione ecologica dal punto di vista delle alimentazioni. Perché sì, ormai è "uscita allo scoperto" anche sull’elettrico a batteria, ma entro il 2030 punta a vendere altri 6 milioni di auto ibride e continua a spingere sull’idrogeno come alternativa a zero emissioni dalle caratteristiche diverse in tema di autonomia e ricarica.

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