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Volkswagen: ecco perché gli e-fuel non ci interessano

Il ceo della Casa illustra la strategia futura del brand e critica i carburanti sintetici: "Noi puntiamo solo sull'elettrico"

Ralf Brandstatter durante la conferenza annuale con la stampa del 2021

Durante la conferenza annuale con la stampa, Volkswagen, come Casa, oltre a snocciolare i dati finanziari e commerciali del 2021 che hanno visto il marchio vendere meno auto ma aumentare i profitti grazie a una forte riorganizzazione della gamma e dei sistemi produttivi, ha anche parlato di strategia.

Tra i punti fermi del futuro c’è ovviamente l’elettrificazione come processo di rinnovamento che Volkswagen ha sposato appieno. Proprio per spiegare questa decisione, Ralf Brandstatter in persona, ceo della Casa, ha spiegato il motivo per cui Volkswagen non crede, ad esempio, nei carburanti sintetici.

L'elettrico per le masse

“Gli e-fuel non sono adatti a un brand dai grossi volumi come Volkswagen – ha spiegato Brandstatter – sono disponibili in quantità limitate e sono costosi. Non sarebbero convenienti”. Siamo destinati quindi a vedere la scomparsa del motore termico? “Il nostro cammino è chiaro – ha aggiunto il numero uno di VW – noi puntiamo sull’elettrico. Le auto a batteria saranno presto più efficienti anche di un buon 30% rispetto alle attuali e riusciranno a rispondere alle esigenze di molti automobilisti. Non c’è motivo di esplorare altre soluzioni. Non per noi, almeno, vista la nostra natura di brand dagli alti volumi”.

Brandstatter ha poi confermato che la Casa si prepara a presentare un nuovo modello elettrico ogni anno da qui al 2026. Dopo la ID.Buzz, accolta con grande ammirazione anche negli USA, ad aprile, al Salone di Shanghai, Volkswagen mostrerà la concept Aero B, sempre su base MEB, che dovrebbe anticipare quella che potrebbe essere considerata la Passat a zero emissioni, attesa per il 2023. Tra i modelli in arrivo, confermata anche l’auto di serie ispirata dalla concept ID. Life, che arriverà nel 2025.

Volkswagen - MEB

E-fuel sì, e-fuel no

Tornando alla questione dei carburanti sintetici, se Volkswagen come marchio si è detta del tutto disinteressata, all’interno del gruppo ci sono altri brand che stanno esplorando le opportunità offerte da questo tipo di benzine. Audi e Porsche, che sono di nicchia e puntano su volumi minori, ad esempio, per quanto anch’esse concentrate sull’elettrico, credono che possano trovare applicazione.

Oliver Blume, allo scorso Salone di Monaco, ad esempio, disse: “Penso che gli e-fuel possano essere validi se utilizzati in modo corretto. Penso a un’automobilista che tra vent’anni vorrà ancora guidare la Porsche 911 che ha comprato oggi. Se farà rifornimento con un carburante sintetico abbatterà comunque le emissioni.

VW ID. Life Concept

Unanime, invece, il giudizio sull’idrogeno applicato all’automobile green. Herbert Diess lo disse senza mezzi termini all’incirca un anno fa: “l’idrogeno green è necessario per la produzione dell’acciaio, in chimica e per l’industria aeronautica. Non può essere usato per le auto. È troppo costoso, inefficiente, lento e difficile da diffondere e trasportare. Tutto sommato: non vedo auto a idrogeno all'orizzonte”. Certo, Toyota e anche BMW sembrano non pensarla allo stesso modo.