Volkswagen ID. Polo: debuttano le batterie che aumentano l'autonomia
Con la piccola elettrica arrivano la piattaforma MEB+ a motore anteriore e le batterie "cell-to-pack": senza moduli, più economiche e "capienti"
L'arrivo della ID. Polo è un momento cruciale per Volkswagen, che con questo modello compie, in un solo colpo, tre passi determinanti per rilanciarsi nel settore delle auto elettriche e porre le basi per il futuro.
Porta, infatti, la famiglia ID. nel segmento delle utilitarie, creando però continuità con la gamma tradizionale e preferendo un nome già conosciuto e rassicurante a un generico e asettico "ID. 2". Fa inoltre debuttare una nuova piattaforma pensata per spingere ancora di più su efficienza e controllo dei costi.
La MEB+ (nota prima come "MEB Entry") su cui si basa la nuova "piccola" è una delle evoluzioni della precedente e versatile MEB, cambiata nell'architettura di base, che ora parte con motore e trazione anteriori, e nei componenti chiave proprio per ottimizzare il più possibile il rapporto costi-prestazioni e consentire alla Casa di entrare nel delicato settore delle utilitarie in modo convincente. Ecco come.
Semplice è meglio
Spostare il motore dall'asse posteriore, come sulle ID.3 e successive, a quello anteriore non sembrerebbe spostare troppo in termini di spazi e costi. Ma invece lo fa. Pur considerando che di solito sulle elettriche il motore è la cosa meno ingombrante e che l'elettronica di potenza trova già posto davanti all'abitacolo anche se la propulsione è dietro, compattare il gruppo motore rende più razionale la distribuzione degli spazi, specie su un'auto di piccole dimensioni, e fa "correre" meno cavi di alta tensione.
Volkswagen ID. Polo (2026): la descrizione del gruppo propulsore
La cella unificata
La vera svolta sul piano del pack elettrico è la nuova batteria a cella unificata, o "cell to pack", un principio costruttivo già adottato da costruttori come Tesla e BYD e che dà un contributo importante proprio a ottimizzare i costi e le prestazioni, in particolar modo l'autonomia.
Si tratta di una batteria in cui le celle non sono organizzate in moduli, ossia in sottogruppi di celle affiancati e connessi, ma direttamente installate nel pack e collegate tutte insieme. Questo permette di sfruttare meglio lo spazio, perché elimina un contenitore, rendendo la batteria più "capiente" a parità di ingombro e teoricamente più leggera, anche se c'è da considerare il sistema di raffreddamento più complesso.
Volkswagen ID. Polo (2026) la batteria unificata "pack-to-cell"
Quanto si guadagna? Dal 20% al 30% di spazio (non poco), che può essere sfruttato in due modi: per ottenere effettivamente più energia e, quindi, aumentare la riserva o, ancora più strategico, per montare celle dalla densità energetica minore ma più economiche, abbattendo i costi e compensando la minore energia specifica delle celle con un "serbatoio" più grande.
I numeri della ID. Polo
Cosa ha scelto Volkswagen? In realtà, entrambe le cose. La ID. Polo monta, a seconda della versione, pack batteria differenti: la proposta di base, abbinata ai motori da 85 kW-116 CV e da 99 kW-135 CV, è una batteria LFP (litio-ferro-fosfato) da 37 kWh che promette però un'autonomia di circa 329 km nel ciclo WLTP e si ricarica in corrente continua fino a 90 kW con un tempo di circa 27 minuti per passare dal 10% al 80%. Sono più economiche, efficienti nella ricarica e adatte ai modelli base che prediligono l'uso cittadino.
Volkswagen ID. Polo (2026)
La versione al top, con motore da 155 kW-211 CV, monta invece un pack da ben 52 kWh con formulazione NMC (nichel-manganese-cobalto), dalla maggiore densità energetica e con un'autonomia stimata, da confermare, intorno ai 455 km, che possono essere ricaricate in corrente continua con una potenza massima di 105 kW (10%-80% in 24 minuti circa). Da questa versione deriverà anche la ID. Polo GTI, attesa per il 2027, che avrà una potenza elevata a 166 kW-226 CV.
La dotazione di tutti i modelli prevede un caricatore in corrente alternata da 11 kW, mentre la capacità del bagagliaio è di ben 424 litri: non male per un'auto di poco più di 4 metri (4.053 mm, più o meno quanto l'attuale) di lunghezza.
Fotogallery: Volkswagen ID. Polo (2026)
Consigliati per te
Il robotaxi europeo prende forma: parte la prova ad Amburgo
Ecco il motore elettrico range extender a metanolo
Volkswagen presenta le nuove eBike intelligenti con radar e HUD
Così Tesla ferma il crollo del valore dell’auto elettrica usata
Le auto elettriche più vendute del Gruppo Volkswagen (finora)
Nasce una nuova Casa cinese di auto elettriche (e debutta con SUV)
Com'è fatta la nuova Volkswagen Maggiolino elettrica cinese