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Il cofondatore di Tesla non ha dubbi: le batterie durano 15 anni

JB Straubel spiega che gli accumulatori per auto elettriche possono avere una vita molto lunga, ma tutto dipende dall'automobilista

JB Straubel, founder of Redwood Materials

JB Straubel può essere considerato un’autorità in materia di batterie. Da quando ha lasciato Tesla, azienda nata anche con il suo contributo, l’ex socio di Elon Musk ha dedicato anima e corpo a Redwood Materials, startup impegnata proprio nel riciclo di accumulatori.

Adesso che ha maturato ancora più esperienza sull’argomento, al CERAweek 2022 gli è stato chiesto quale sia la durata delle batterie per auto elettriche. La risposta? Straubel non ha molti dubbi: 15 anni. Ma ci sono diversi fattori da considerare.

Tutto è relativo

“È una cosa soggettiva – spiega – che dipende dagli obiettivi che le persone si danno sull’auto, ma penso che nella maggior parte dei casi passeranno facilmente 15 anni. Penso che, probabilmente, le persone manterranno le batterie nelle loro auto per molto tempo e le sfrutteranno al massimo”.

Tra le altre cose, il ceo di Redwood Materials spiega che “la durata della batteria seguirà probabilmente la vita del veicolo”. Secondo lui, è difficile che le persone utilizzino un nuovo accumulatore in un’auto vecchia, perché “la tecnologia sta cambiando rapidamente”, quindi una vettura più giovane di 15 anni potrebbe essere più conveniente di un nuovo pacco batterie. Un punto di vista interessante, considerato che le Case offrono di solito un periodo di garanzia inferiore o a chilometri.

Redwood Materials

Come sta Redwood?

Durante la chiacchierata, Straubel parla anche della sua nuova creatura e rivela che, attualmente, sta riciclando tra gli 8 e i 10 GWh all’anno di accumulatori. Numeri “sufficienti per alimentare centinaia di migliaia di veicoli”.

Sono già diverse le Case che si stanno rivolgendo a Redwood Materials: da Volvo e Ford alla stessa Tesla, che userà materiali di seconda vita attraverso il partner Panasonic. La crescita della startup arriva anche grazie a una serie di raccolte fondi. Qui sotto, il video dell’intervista.