Perché gli incentivi all’auto elettrica potrebbero essere inefficaci
Motus-E denuncia l'incoerenza fra i piani sulle colonnine fast e l'ecobonus, non sufficiente per auto con ricarica ad alta potenza
“I nuovi incentivi alle auto elettriche, seppur positivi, rischiano di non essere pienamente efficaci”. A parlare è Francesco Naso, segretario generale di Motus-E, per commentare le ultime voci che riguardano gli incentivi all’auto elettrica, attesi con il via libera al Dpcm di attuazione del Governo.
Il segretario generale dell’associazione continua ricordando che, in base a quanto scritto dalla stampa, l’esecutivo “sta concedendo fino a 5.000 euro di incentivi per le auto pure elettriche a fronte di una spesa massima di 35.000 euro, mentre fino a 4.000 euro per auto ibride plug-in a fronte di una spesa massima di 45.000 euro”. Ma le cifre, secondo Motus-E, non bastano per spingere l’acceleratore sulle vetture a batteria. Perché? Lo spiega lo stesso Naso.
Incoerenza tra le politiche
“Questo è incoerente con l’obiettivo di diffondere su larga scala i mezzi completamente elettrici e con le politiche sulle infrastrutture di ricarica messe in campo sinora”, è la disamina del segretario, che si riferisce al target del Pnrr di installare oltre 20.000 colonnine sulle strade della Penisola.
Naso continua specificando che “da una parte lo Stato finanzierà con 740 milioni di euro le infrastrutture di ricarica ad alta potenza, dall’altra non incentiverà auto che ricaricano ad alta potenza, che possono diventare da subito prime auto di famiglia”. In poche parole, servirebbe più “coerenza fra le misure”.
Rischio frenata del mercato
L’altro punto debole delle bozze denunciato da Motus-E riguarda “il fatto che gli incentivi non si estendono alle flotte aziendali”. E questo “rappresenta un’occasione persa”, perché le flotte “possono essere strumento di vera diffusione dei mezzi a batteria, portando sul mercato dell’usato, nel giro di 3-4 anni, veicoli elettrici che potranno essere acquistati anche da famiglie che non possono permettersi un mezzo nuovo”.
Naso conclude lanciando un doppio allarme: così l’ecobonus rischia non solo di essere inefficace, “mancando di accelerare la diffusione di massa delle auto a zero emissioni”, ma addirittura potrebbe limitare il mercato rispetto allo scorso anno.
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