Non è facile la vita della startup. Neanche se alle spalle hai un gigante come Amazon. Rivian ha presentato i risultati del primo trimestre del 2022 e ha annunciato di aver registrato una perdita di 1,6 miliardi di dollari a fronte di un fatturato di 95 milioni.

Lo scorso anno, sempre nel primo trimestre, la perdita trimestrale era stata pari a 414 milioni di dollari, ma si parla di risultati relativi a un periodo antecedente all’avvio della produzione di auto e furgoni.

Si fa fatica a ingranare

Nel presentare i conti, Rivian ha anche affrontato temi inerenti il futuro, confermando che prevede, come già detto in passato, di arrivare a una produzione annua di circa 25.000 vetture. La Casa conferma altrettanto che è ancora alle prese - come tutte le altre Case del resto - con le difficoltà a livello di catena di approvvigionamento di componenti e materie prime.

Proprio questa contrazione aveva portato la Casa a rivedere le stime al ribasso, passando dalle 50.000 vetture previste inizialmente alle 25.000 annunciate a marzo. Non per niente, come ha scritto in una lettera agli azionisti: “Crediamo che senza le difficoltà a livello di approvvigionamenti avremmo potuto raggiungere una produzione doppia rispetto a quella attualmente stimata”.

 

Il crollo in Borsa

Ma guardiamo meglio i numeri. Al momento, dati alla mano, Rivian nel primo trimestre 2022 ha consegnato 1.227 vetture: un risultato incoraggiante rispetto alle 909 dell’ultimo trimestre 2021, ma che fa pensare che nei prossimi tre trimestri la Casa dovrà produrre e consegnare ancora 23.773 auto (una media di quasi 8.000 vetture ogni tre mesi).

A questo si aggiunge il fatto che il fatturato di 95 milioni di dollari non sia stato in linea rispetto a quello previsto, pari a 131 milioni.

La somma dei risultati finanziari e dei dati sulla produzione ha spinto il titolo ancora più in basso. Ieri, a Wall Street, le azioni Rivian hanno perso il 9,6%, riuscendo poi a contenere la contrazione al 5% durante il mercato esteso. Ma i segnali non sono incoraggianti. Gli investitori si lamentano del fatto che un titolo messo in vendita durante la IPO a 78 dollari (e arrivato a cifre record di oltre 170 dollari) ora ne valga 20,6. Anche Ford, tra i principali azionisti (era al 12%), nei giorni scorsi ha venduto 8 milioni di azioni - per un valore di 124 milioni di dollari - dando una clamorosa spallata al titolo.

Amazon Van by Rivian

E se Bezos intervenisse?

Andando oltre gli allarmismi, il futuro di Rivian sembra tutt’altro che segnato. Il ramp-up è complicato di suo (Elon Musk dixit), figuriamoci che difficoltà possa comportare in un momento storico come questo, ma l’azienda ha mezzi e clienti.

C’è poi l’incognita Amazon, che - volendo - potrebbe stravolgere le carte in tavola. Jeff Bezos si è già esposto molto per Rivian (forse più mediaticamente che finanziariamente, considerando la sua enorme ricchezza) e non viene difficile immaginare che si trovi in un certo imbarazzo a non vedere decollare una realtà su cui non ha mai fatto mistero di puntare.e di cui possiede già il 17,7%. Chissà, visto anche il valore molto basso del titolo, potrebbe anche pensare di accrescere la sua quota e prendere concretamente il controllo delle operazioni. 

È un’ipotesi al momento ancora fantasiosa, ma non è detto che prima o poi non accada. In fondo, Elon Musk ha deciso di comprare Twitter praticamente dall’oggi al domani. E proprio Bezos potrebbe mal sopportare un flop di Rivian di fronte ai successi dello stesso Musk e di Tesla. Che la sfida sia solo all'inizio?

Fotogallery: Rivian R1T 2021 le foto della prova