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Cosa ha deciso il G7 Energia su auto elettrica e trasporti

Decarbonizzare fortemente la mobilità su strada entro il 2030, investendo su colonnine e batterie, ma non solo: l'impegno dei grandi

I rappresentati dei 7 Paesi del G7

A leggerlo così, l’obiettivo sembra tra i più ambiziosi degli ultimi anni. È quello di avere “un settore stradale altamente decarbonizzato entro il 2030” e lo ha preso, fra i tanti, il recente G7 Energia di Berlino.

Per centrare il target, i Paesi membri (Italia, Canada, Francia, Germania, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti) si impegnano ad “aumentare le vendite, la quota e l’adozione di veicoli leggeri a zero emissioni, anche nel trasporto pubblico e nelle flotte di veicoli pubblici”. Ma non solo.

Colonnine, riciclo e altro

Il G7 cercherà anche di “accelerare la transizione dalle vendite di nuove auto a diesel e benzina” e di “ridurre in maniera sostanziale le emissioni dei veicoli medi e pesanti”. Ancora, si parla di “investire in modo significativo nelle infrastrutture di ricarica e rifornimento”. E poi “promuovere l’innovazione”. Ultimo, ma non meno importante, “appoggiare il riciclo sostenibile e sicuro delle batterie”.

Richiamando un rapporto della Ipcc, il G7 riconosce che lauto elettrica, alimentata da elettricità a basse emissioni, offre “il più grande potenziale alla decarbonizzazione del trasporto terrestre, considerando tutto il ciclo di vita”. Altre soluzioni, come i biocarburanti, garantirebbero vantaggi solo “nel breve e medio periodo”.

Il tavolo del G7

Questi però, insieme all’idrogeno e ai carburanti sintetici, sono ritenuti molto utili in settori diversi da quello dell’auto, come la navigazione e l’aeronautica. Qui l’obiettivo è di raggiungere le zero emissioni entro il 2050.

Ci sono anche gli impegni ad “aumentare significativamente la quota dei budget destinati ai trasporti sostenibili”, come quelli su rotaia, in sharing, in bici e a piedi, a intensificare gli sforzi in nome dei collegamenti nelle aree urbane e rurali e a sostenere l’intermodalità, attraverso una serie di investimenti.

Il mondo per il trasporto sostenibile

Solo seguendo questa ricetta, sostiene il G7, sarà possibile ridurre le emissioni di CO2 da trasporti – che rappresentano circa un quarto del totale mondiale – per mantenere gli obiettivi dell’accordo di Parigi, che prevedono di fermare il riscaldamento globale a +1,5 gradi dai livelli preindustriali.

Si tratta di un altro, grande impegno internazionale che arriva nell’ultimo anno, dopo quello della Cop26 di Glasgow, che fissa il phase-out al 2035. Stesso anno previsto dalla proposta Fit for 55 della Commissione europea, che ambisce a diventare regolamento Ue.