L’americana Our Next Energy, società specializzata nella realizzazione di sistemi di accumulo di energia, ha presentato un’interessante cella prismatica da 240 Ah priva di anodo. È stata messa a punto dopo circa un anno di ricerca e sviluppo e dovrebbe avere la peculiarità di essere – secondo quanto assicura l’azienda stessa – la cella di grande formato con la più alta densità energetica tra quelle in circolazione.

Questa tecnologia rappresenta l’ultimo step per la messa in commercio definitiva della batteria Gemini, dotata di doppia chimica, che ONE (acronimo proprio di Our Next Energy) testerà sul campo su un prototipo di BMW iX entro la fine dell’anno.

Densità di oltre 1.000 Wh/l

La cella senza anodo, oltre ad avere una densità di 1.007 Wh/l, è particolarmente conveniente da produrre proprio perché non necessità di tutta quella parte di processi produttivi per la realizzazione dell’anodo. Si ipotizza che, una volta raggiunti gli alti volumi necessari alla messa in commercio, la Gemini avrà un costo di circa 50 dollari per kWh. Un valore incredibilmente basso anche considerando la progressiva riduzione dei prezzi registrata negli anni scorsi.

 

“La nostra cella prismatica senza anodo è prodotta con la metà delle apparecchiature necessarie alla creazione di una cella tradizionale – ha detto Mujeeb Ijaz, fondatore e ceo di ONE – e questo ci consente di ridurre drasticamente i costi di scale-up”.

Durata garantita dalla doppia chimica

Le celle senza anodo, che sono testate anche da altre aziende che operano nel campo della produzione delle batterie, di solito soffrono di un rapido deterioramento delle prestazioni. ONE ha sopperito alla breve durata media di questo tipo di accumulatori sfruttando un’architettura a doppia chimica che permette di aggirare il problema.

Nella batteria Gemini si usa una chimica LFP tradizionale abbinata a quella necessaria per far funzionare una batteria senza anodo. Entrambe sono gestite da un convertitore CC-CC che l’azienda ha progettato appositamente per questo tipo di batteria e che consente di sfruttare le due chimiche per diverse funzioni.

Quella LFP è più adatta alla guida quotidiana, mentre quella senza anodo interviene in aiuto quando si devono affrontare lunghi viaggi, potendo contare proprio su una densità energetica da primato. La batteria Gemini, nel suo complesso, è accreditata per una durata di oltre 400.000 km.

 

Le dimensioni contano

“Solo un anno fa avevamo messo a punto questa tecnologia su una cella a sacchetto da 2 Ah. Ora siamo arrivati a una cella 100 volte più grande – ha affermato Steven Kaye, coo di ONE – Ci stiamo muovendo a una velocità inaspettata e siamo fiduciosi sul fatto che nel 2026 la nostra Gemini sarà regolarmente sul mercato per fornire alle auto elettriche autonomie di circa 1.000 km”.

Queste batterie, che saranno ulteriormente evolute rispetto a quelle presentate oggi (tra pochissimi giorni la ONE presenterà la terza generazione della Gemini), potranno essere utilizzate sulle auto, come sui veicoli commerciali e anche sui mezzi pesanti a zero emissioni.