Elon Musk è tornato a parlare della baby-Tesla. Dopo aver affermato di aver momentaneamente accantonato il progetto per dare spazio ad altre iniziative, il ceo della Casa americana ha dato dettagli sulla piattaforma su cui nascerà il modello d'ingresso del brand, la terza dopo quella di Model S e Model X e quella di Model 3 e Model Y.

Per quanto abbia spiegato che ancora non ci sono tempistiche certe, la nuova piattaforma è diventata prioritaria nel lavoro del team di progettazione veicolo. Si stima però che possa entrare in produzione intorno al 2025, come previsto. Le linee saranno avviate quando Semi e Cybertruck saranno ormai a regime.

La nuova best seller 

Elon Musk ha spiegato che l'auto diventerà la Tesla più venduta della storia e che supererà di gran lunga i volumi di Model 3 e Model Y, che attualmente detengono il 95% del mercato della Casa.

La nuova piattaforma sarà più piccola e costerà circa la metà di quella di "3" e "Y". "Crediamo che al costo di una Model 3 riusciremo a fare 2 esemplari della nuova vettura", ha detto Elon Musk. Se fosse davvero così saremmo veramente davanti a un cambiamento epocale, ma resta il dubbio che si tratti di un eccesso di ottimismo dell'eccentrico manager.

Foto - Tesla Model 2, il render di Motor1.com

Guida autonoma in arrivo

Elon Musk è tornato a parlare anche di Full Self Driving e ha detto che Tesla deve rimandare ancora l’esordio della guida autonoma. La Casa americana fa sapere infatti che la tecnologia non riceverà le autorizzazioni necessarie per essere messa definitivamente in commercio prima della fine del 2022. 

Musk, però, ha anche ammesso che Tesla non è al momento in grado di rispettare tutti i requisiti richiesti dalle autorità per poter far circolare le proprie auto su strade aperte al pubblico senza un conducente seduto dietro al volante.

Una guida autonoma a metà

Tesla ha già messo in vendita il suo Full Self Driving su alcuni mercati - negli Stati Uniti, ad esempio, costa 15.000 dollari - e spinge per poter arrivare a venderlo in tempi brevi. Anche perché, a detta sua, diventerà la principale fonte di redditività per la Casa.

Al momento, però, come è noto, il FSD è ancora in fase di sviluppo: non va oltre la fase "beta" ed è disponibile per un numero limitato di automobilisti che contribuiscono alla messa a punto.

Tesla presenta il Full Self Driving durante l'AI Day

Per quanto rappresenti una consistente integrazione all'Autopilot - aggiungendo gestione del cambio corsia e di sorpasso e parcheggio automatico alla sterzata automatica e al cruise control adattivo - richiede sempre che ci sia una persona responsabile della marcia.

Elon Musk lo ha detto spesso: il sistema non si sostituisce al conducente, che deve mantenere il controllo dell’auto e che continua ad esserne responsabile. “L’auto potrà portarti al lavoro, a casa di un amico o al centro commerciale senza che tu tocchi il volante”, ha spiegato il numero uno di Tesla, ma dovrà esserci sempre una persona alla guida. “Affinché si possa parlare di guida autonoma vera e propria sono necessarie delle autorizzazioni - ha aggiunto Musk - e queste autorizzazioni non arriveranno entro l’anno”.

Il 2023 è l’anno buono

Se per il 2022 si continuerà a parlare di Full self Driving come una tecnologia sperimentale basata su un software in via di sviluppo, dal prossimo anno le cose potrebbero cambiare drasticamente. 

Musk infatti si dice fiducioso del fatto che nel 2023 Tesla riuscirà a rilasciare un update del FSD tale da dimostrare senza ombra di dubbio che la guida autonoma è più sicura di quella in cui i comandi sono affidati a un essere umano e che spera di riuscire a ottenere i permessi per mettere in commercio definitivamente questo tipo di tecnologia.

Sarebbe un passo importante anche per il progetto dei robotaxi, anche’essi più volte rimandati a causa di difficoltà di sviluppo ma, a quanto pare, in procinto di arrivare in un futuro non troppo lontano.

Un ostacolo tecnologico o normativo

Gli analisti, però si dividono quando si parla di Full Self Driving. Alcuni sono convinti che la tecnologia non arriverà in tempi brevi a causa di una complessità che richiederà ancora molto tempo per essere risolta (e in effetti, fino a ora, le previsioni sui tempi di sviluppo sono state costantemente disattese).

Altri credono che la NHTSA, ente preposto alla concessioni delle autorizzazioni di cui sopra, non sarà così favorevole nel concederle. Tra l'associazione americane e Tesla ci sono state e ci sono tutt'ora delle frizioni legate al fatto che, dal 2016 ad oggi, l'NHTSA ha aperto ben 38 indagini su altrettanti incidenti che hanno visto coinvolte vetture Tesla dotate di Autopilot. Insomma, la parola fine alla vicenda potrebbe non essere così vicina.

Fotogallery: Tesla Model 2, il render di Motor1.com