Dai lampioni della luce alle cabine telefoniche, passando per vere e proprie opere d’arte. Perché un punto di ricarica per auto elettriche può essere molto più di una semplice colonnina che spunta dal terreno. Un mix strano e affascinante fra mobilità e design, ma con il quale i pieni alla batteria si candidano per trasformare le città e renderle più piacevoli alla vista.

In fondo, quante volte sentiamo che la transizione ridisegna non solo i trasporti, ma anche l’urbanistica? La ricarica del futuro potrebbe quindi vivere in armonia con l’ambiente circostante, ancora più di oggi. I progetti sono tanti, uno più interessante dell’altro. Scopriamoli insieme.

Parola di Umberto Palermo

“Devono dialogare con la paesaggistica, rispettare le caratteristiche estetiche delle città e, soprattutto, non possono diventare estranee al contesto che le circonda. In poche parole, non vorrei che le colonnine divengano oggetto di disturbo urbano”.

Bastano queste frasi per spiegare che installare un punto di ricarica diventa occasione per dare un po’ di gioia agli occhi. A pronunciarle era stato uno che di estetica se ne intende: il designer italiano Umberto Palermo, che aveva svelato così la sua specialissima gamma di colonnine artistiche: una per ogni grande città italiana. Come teatro della presentazione aveva scelto il Salone Nautico di Venezia. Potete riassaporare le sue “creature” nella gallery qui sotto.

Le colonnine artistiche di Umberto Palermo Design

Dai colori più accesi...

Le colonnine artistiche di Umberto Palermo Design

... alla luce del Sole

Stile british

Ma non c’è bisogno di scomodare maestri e artisti per ammirare un bel punto di ricarica. E non perché valga il detto “impara l’arte e mettila da parte”. Basta invece qualche piccolo accorgimento. Come quelli che prende Simpson & Partners, azienda britannica a conduzione familiare che sta lanciando il tris di wallbox battezzato “Home Series”.

“La nostra missione – racconta il fondatore David Simpson – è offrire charger solari per veicoli elettrici di alta qualità, che siano gradevoli sulle facciate delle case, ma anche affidabili, semplici da usare, costruiti per durare nel tempo e non facciano spendere una fortuna agli automobilisti”.

Simpson & Partners

Un esempio di wallbox intonata con la parete

Una bellezza che promette di non appassire mai: “I nostri prodotti sono realizzati con i migliori materiali disponibili; tra 10 anni avranno lo stesso aspetto del giorno in cui sono stati installati”. Grandi come un foglio A4 e disponibili in oltre 100 colori, le wallbox Home Series sono pensate per “adattarsi alla sobria eleganza dell’area che le circonda”.

Una ricarica poliedrica

Torniamo però dalle nostre parti e facciamo la conoscenza di Prism, infrastruttura di ricarica domestica completamente “made in Italy”. Il nome dice tutto: nata dalle menti della padovana Silla, è una wallbox ispirata alla geometria dei poliedri, di cui vi avevamo spiegato come funziona in questo approfondimento video.

La start-up è poi andata avanti con i progetti dalle forme meno tradizionali. E così, al Salone di Parigi 2022, ha presentato una serie di altri prodotti, tra cui Duke 44, una colonnina che, oltre all’aspetto curioso, inaugura ricariche a corrente continua e Vehicle to home dell’azienda.

Foto| Prism Solar montaggio a parete

Silla Prism Solar

Silla Industries al Salone di Parigi

Silla si presenta al Salone di Parigi

Due in uno

Da un’idea di Enel X, è italiana anche JuiceLamp, una perfetta fusione fra punti di ricarica e pali della luce, che dà la possibilità alle amministrazioni comunali di combinare i servizi di illuminazione con il pieno alle auto elettriche, senza però dimenticare che le colonnine possono anche ben sposarsi con il paesaggio.

Non per niente, la soluzione di Enel X è “disponibile in diversi stili, altezze e colori, per potersi inserire in qualsiasi contesto stradale e urbano”. Colonnine-lampioni sono anche quelle sviluppate da ubitricity, società inglese campionessa di retrofit delle infrastrutture. Tra Londra e Berlino, l’azienda sa come illuminare la strada degli automobilisti a batteria.

Enel X JuiceLamp

L'italiana Enel X JuiceLamp

Colonnine elettriche da lampioni a Londra

La ricarica dai lampioni londinesi

Armadi stradali trasformati in colonnine in Belgio

Così un armadio stradale si trasforma in colonnina

Una seconda vita è poi quella che vivono gli armadi stradali del telefono convertiti in punti di ricarica. Un progetto all’insegna dell’economia circolare che porta avanti l’azienda di telecomunicazioni belga Proximus. Punto di partenza sono le Fiandre, ma chissà se qualcuno troverà ispirazione ed esporterà il modello in altri lidi.

A proposito di telefoni: e se le colonnine diventassero un’icona urbana come le rosse cabine telefoniche londinesi? La visione era arrivata nell’estate 2021 dal dipartimento dei Trasporti del Regno Unito, che aveva messo sul piatto 200.000 sterline per chi avesse fatto uno schizzo accattivante. Non sono seguiti aggiornamenti. Il futuro della ricarica “estetica”, però, passa anche da esperimenti coraggiosi come questo.

Fotogallery: Foto - Quando le colonnine di ricarica diventano opere d’arte e design