Perché siamo alle porte di una nuova era per la ricarica EV
BNEF ripercorre i passi fatti dalle colonnine: finora sono stati investiti 62 miliardi di dollari. Nel 2023 arriveremo a 100 miliardi?
Nessuno ha la sfera di cristallo. Immaginare il futuro è difficile, soprattutto di questi tempi, tra strascichi della pandemia e crisi energetica che complicano le previsioni. Eppure gli esperti non hanno paura a usare certe parole: quella alle porte è “una nuova era per la ricarica dell’auto elettrica”.
A pronunciarle (o meglio, a scriverle) sono gli analisti di BloombergNEF, che pubblicano un “Factbox” aggiornato al 2022 su passato e prospettive dei veicoli a batteria nel mondo. Perché tanta fiducia? Basta leggere i numeri, con i dati che parlano di 62 miliardi di dollari (58,35 miliardi di euro) investiti finora in colonnine e wallbox.
Un 2022 (e 2023) da record
Sono 28,6 i miliardi di dollari (quasi 27 miliardi in euro) messi sul piatto solo quest’anno, con un aumento monstre del 228% rispetto al 2021. La parte del leone la fa però il… Dragone. Solo in Cina si concentra infatti il 61% dell’investimento totale del 2022, grazie ai 600.000 punti di ricarica pubblici installati.
Nel 2023 totalizzeremo 100 miliardi di investimenti?
Di questo passo, l’industria globale avrà destinato ben 100 miliardi di dollari totali (94,1 miliardi di euro) alla fine del 2023. E anche qui le parole sono pesate, ma cariche di entusiasmo: si tratta di “una pietra miliare” nella storia della mobilità. Come ci siamo arrivati?
Un po’ di storia
Gli analisti riavvolgono il nastro e ricordano che la prima fase è iniziata nel 2010, con il lancio della Nissan Leaf. Un lungo salto temporale e si arriva al 2019, con la fase 2 inaugurata dall’espansione della rete di ricarica. Merito anche della crescita dei Tesla Supercharger. Oggi sono 40.000 le colonnine della Casa americana, ma solo 3 anni fa le cifre si fermavano a 12.000. Un vero e proprio boom firmato Elon Musk.
Quanto crescerà l'auto elettrica nella flotta mondiale
Nel tempo, aumentano gli annunci di player, Costruttori e persino big oil vogliosi di farsi un tuffo nei business della ricarica e dell’auto elettrica in generale. Siamo alla fase 3, il presente. E non è finita, perché di progetti ne arriveranno ancora, dando il benvenuto alla fase 4.
Vanno però superati i problemi legati alle contingenze e aumentato l’impegno pubblico. Poi, quando i veicoli elettrici rappresenteranno tra il 15% e il 33% del parco auto in Europa e Stati Uniti, la ricarica avrà raggiunto la piena maturità. Serve solo un po’ di pazienza.
Fonte: Bloomberg
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