Polestar ha appena lanciato il model year 24 della Polestar 2. L’auto ha subito alcuni ritocchi estetici ma, ben più consistente, un aggiornamento a livello meccanico, con motori più potenti e, sulle versioni a due sole ruote motrici, il passaggio dalla trazione anteriore a quella posteriore.

Abbiamo parlato con Joakim Rydholm, Head of chassis development, che ci ha spiegato come questa Polestar 2 possa essere considerata in un certo senso una Polestar del futuro. Ma partiamo dall’inizio.

Più prestazioni, ma anche più comfort

Come mai è stato scelto di spostare il motore al posteriore sulle versioni 2wd della Polestar?

Questa scelta progettuale è stata dettata dal fatto che abbiamo adottato motori di nuova generazione, più efficienti ma anche più potenti. Con l’aumentare dei cavalli, spostare il motore al posteriore sulle versioni a due ruote motrici ci ha permesso di avere maggiore trazione, un comportamento dinamico migliore e anche una migliore distribuzione dei pesi.

2024 Polestar 2

La ruota anteriore della Polestar 2

All’aumentare dei cavalli, come siete intervenuti a livello di telaio, per avere un handling corretto?

Abbiamo svolto un lungo lavoro di messa a punto delle sospensioni e dello sterzo per migliorare la dinamica della Polestar 2. Per quanto possa sembrare inusuale, abbiamo ritoccato le sospensioni rendendole leggermente meno rigide. Abbiamo ridotto di 1 Nm per mm la rigidità delle molle e allo stesso tempo abbiamo ottimizzato gli ammortizzatori in relazione alla diversa distribuzione dei pesi. Queste modifiche ci hanno permesso di guadagnare qualcosa in termini di comfort.

Ma Polestar è un brand dal temperamento sportivo. Come si sposa questa decisione con la dinamica di guida?

Miglior comfort non significa minore agilità. Anzi, la nuova Polestar 2 è più reattiva della precedente. Il lavoro sul telaio è stato svolto per aumentare il feeling di guida e per aumentare l’agilità dell’auto, che però resta progressiva nelle reazioni ed è molto prevedibile. Questa caratteristica rende la nuova Polestar 2 davvero più divertente da guidare. Per trovare il giusto set up abbiamo anche lavorato sulla messa a punto dello sterzo. Intervenendo sul software l’abbiamo reso un pochino più leggero, ma più sincero e intuitivo anch’esso.

Foto - Polestar 2, la prova in Lapponia sulla neve

Polestar 2, la prova di Motor1 in Lapponia sulla neve

Come cambia lo sviluppo sulle auto elettriche

Quali sono le sfide più difficili da affrontare nella messa a punto di una vettura elettrica?

L’auto elettrica, in generale, pesa di più di un’auto termica. Questo per la presenza della batteria. Però, su un’auto elettrica, per noi ingegneri che lavoriamo sui telai e sulla dinamica, offre molta più libertà di messa a punto. Perché ci sono potenze maggiori, coppia maggiore oltre che istantanea, la possibilità di sfruttare il software per ottimizzare certi parametri come la distribuzione della motricità sulle singole ruote.

Faccio questo lavoro da 20 anni e, in questo tempo, le cose sono cambiate completamente. Però, se devo dire la mia opinione, le cose sono cambiate in meglio. Bati pensare che fino al giorno prima in cui avviamo la produzione possiamo intervenire su tanti parametri.

 

Anche dopo l’avvio della produzione, a dire il vero…

Giusto! Con gli aggiornamenti del software in remoto, possiamo intervenire over-the-air sulle auto che già circolano in strada. È una cosa incredibile: possiamo migliorare l’efficienza, l’erogazione, le prestazioni e anche il funzionamento delle sospensioni”.  

Polestar, come brand indipendente, è giovane. Credete di aver raggiunto già una certa maturità sul fronte del comportamento stradale? Siete riusciti a donare alle vostre auto una personalità definita?

La nuova Polestar 2 (che abbiamo provato in Lapponia in anteprima, ndr) è davvero un’auto di nuova generazione. Abbiamo raggiunto un livello di sviluppo completamente nuovo e posso dire che siamo riusciti a creare un’auto del futuro. Sì, con questa auto abbiamo posizionato Polestar esattamente dove avevamo deciso. Certo, non possiamo fermarci. Il mondo dell’auto sta correndo talmente veloce che pensare di aver raggiunto un punto di arrivo ci mette definitivamente fuori dai giochi. Dobbiamo progredire ancora. Quindi questa Polestar 2, che in un certo senso è un punto di arrivo, è anche un punto di partenza.

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