Rinnovabili da record: nel 2022 investiti 500 miliardi di dollari
Eolico e fotovoltaico crescono in fretta. La Cina la fa da padrone, con USA ed Europa che perdono terreno. Ma si deve correre di più
Il 2022 è stato un anno record anche per quanto riguarda gli investimenti nelle energie da fonti rinnovabili. Secondo le stime di BloombergNEF, infatti, per la prima volta nella storia nel mondo ci si è avvicinati alla cifra record di mezzo trilione di dollari o, per dirla all'europea, 500 miliardi di dollari. Significa, tanto per capirci, un 5 seguito da 11 zeri.
Per quanto si tratti di un numero enorme, siamo ancora agli inizi e, da qui alla fine del 2030, i soldi stanziati per decarbonizzare il settore della produzione di energia saranno molti di più. Però, per ora, il settore sta vivendo un momento di forte crescita.
L’Europa resta indietro
A livello geografico, è la Cina ad aver attratto i capitali maggiori. Il 55% del totale è finito proprio nel Paese del Dragone, che ha visto arrivare 164 miliardi di dollari nel fotovoltaico e 109 miliardi di dollari nell’eolico.
Gli Stati Uniti sono stati il secondo Paese di questa particolare classifica. Gli USA hanno visto arrivare 50 miliardi di dollari, mentre l’Europa, che è arrivata terza, non è andata oltre 39 miliardi di dollari, addirittura in calo del 10% rispetto al 2021, con una crescita solo nel “solare”.
Un impianto fotovoltaico galleggiante: non "ruba" spazio sulla terra ferma
Si deve fare di più
Nel testa a testa tra fotovoltaico ed eolico, è stato il primo a crescere di più. Gli investimenti in quel campo sono aumentati su base annua del 36%, toccando quota 308 miliardi di dollari. Sono serviti per installare impianti in grado di fornire 260 gigawatt in più di capacità. Per quanto riguarda l’eolico, invece, non è andato oltre un +8%, un po’ fiacco rispetto al record del 2021 in cui si è raggiunto il 17%.
Le rinnovabili, nel complesso, stanno diventando sempre più importanti per l’approvvigionamento energetico a livello globale. Però la crescita è lenta e, secondo BloombergNEF, non è sufficiente per arrivare alla tanto agognata neutralità climatica entro il 2050. Quindi, a fronte di segnali incoraggianti, si deve trovare il modo di rendersi indipendenti dai fossili in fretta.
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