Un futuro roseo e verde ci attende da qui al 2030 e oltre, ma solo se i Governi di tutto il mondo uniranno le forze in nome della transizione energetica. Sono la previsione e l’invito che l’Agenzia internazionale dell’Energia (Iea) fa con lo studio “Energy Technology Perspectives (ETP-2023)”.

Tra le pagine del rapporto, l’ente analizza il domani delle nuove tecnologie, comprese auto elettrica e rinnovabili, dando una panoramica su prospettive, rischi, giro d’affari e occupazione. Ma con un avvertimento: l’Europa e tutto l’Occidente non devono lasciare troppo terreno alla Cina.

Più lavoro

Partiamo dai numeri. Da qui a fine decennio, ammonterebbe a circa 650 miliardi di dollari all’anno (600 miliardi di euro) il valore del mercato globale delle nuove tecnologie, che così triplicherebbe le cifre di oggi. posti di lavoro invece raddoppierebbero, passando dai 6 milioni attuali ai 14 milioni del 2030, di cui la metà concentrati fra auto elettriche, eolico, solare e pompe di calore.

Conditio sine qua non è però che gli Stati rispettino gli impegni sul clima presi finora. Tutto bellissimo, ma le sfide non mancano, a cominciare dalla concentrazione di produzione e risorse in certe regioni.

La storia di Mirafiori

Produzione a Mirafiori

Lezione di storia

L’Agenzia ricorda infatti che la Cina domina la lavorazione e il commercio delle tecnologie green, mentre Congo e altri tre Paesi rappresentano rispettivamente il 70% e il 90% delle estrazioni di cobalto e litio.

Concentrazioni così alte sono pericolose in casi di incidenti, disastri naturali e tensioni geopolitiche, come insegnano pandemia e guerra in Ucraina. Basta pensare che nel 2022 il costo delle batterie è aumentato per la prima volta dopo anni di discesa. Raggiungere più equilibrio è una delle sfide principali.

Prepararsi (e in fretta)

Europa e Stati Uniti stanno reagendo, con Fit for 55 e REPowerEu nel Vecchio Continente e l’Inflation Reduction Act (IRA) nel Nuovo, ma le previsioni dicono che il Dragone continuerà a farla da padrone.

Pechino e dintorni potrebbero rappresentare un terzo del mercato globale degli elettrolizzatori e il 90% del business delle batterie già nei prossimi sette anni. La notizia positiva è che l’Unione europea ha il potenziale per prodursi da sola tutti gli accumulatori che le servono, anche se continuerebbe a importare molto eolico e solare.

La concentrazione di materie prime nel mondo (2021)

Ecco perché bisogna fare in fretta, soprattutto se si considera che le aziende osservano con attenzione le mosse della politica, prima di decidere cosa fare dei loro capitali. Per ora, i progetti sulle batterie avviati sono meno del 20% di quelli annunciati. Il discorso si può allargare anche alle estrazioni minerarie, dove le autorizzazioni richiedono anni. Tesori come quello di Per Geijer non possono aspettare tanto.

Le cose da fare

La Iea dà perciò una serie di suggerimenti. E la parola magica è “partnership”, considerata la chiave per creare una rete bilanciata di relazioni internazionali, che valorizzi i punti di forza di ogni realtà e consenta di lavorare insieme per superare i talloni d’Achille. Ma non solo.

L’Agenzia sottolinea poi la necessità di ridurre la burocrazia, aumentare gli investimenti nei settori chiave e convertire la forza lavoro alle nuove tecnologie pulite. Solo così la rivoluzione verde conquisterà tutto il mondo.