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L’Australia come gli USA: stretta alle emissioni per spingere l’auto elettrica

Nei prossimi mesi, Canberra presenterà il giro di vite sulla CO2 dai veicoli. L'obiettivo è favorire le vendite di vetture a batteria

Bandiera dell'Australia

L’Australia dice ufficialmente “basta” alle troppe emissioni inquinanti e di CO2 in strada. Ad annunciare il giro di vite sono i ministri Chris Bowen e Catherine King, titolari rispettivamente di Energia e Infrastrutture e Trasporti.

Il Governo prepara quindi un piano per introdurre nuovi e più severi standard di efficienza dei carburanti, che definiranno la quantità massima di anidride carbonica consentita, così da spingere indirettamente le vendite di auto elettriche.

Parte la rincorsa

Serviranno ancora qualche mese e un confronto con industria e associazioni per mettere tutto nero su bianco, ma la stretta dovrebbe essere pronta entro la fine dell’anno. Poi Canberra si allineerà finalmente al resto del mondo: il Paese è infatti uno dei pochissimi a non avere regole contro le troppe emissioni dai veicoli.

Evie Networks chargers in Australia

Auto elettrica in carica presso una stazione australiana

Non per niente, le vendite di auto elettriche a quelle latitudini faticano terribilmente: nel 2022, solo il 3,8% delle vetture immatricolate era alimentato da batterie, contro il 17% dell’Europa e il 15% del Regno Unito.

Darci un taglio

I trasporti sono infatti la terza fonte di emissioni nell’isola, tra i maggiori inquinatori del pianeta su base pro capite. Grazie a quest’iniziativa, invece, almeno 3 milioni di tonnellate di CO2 saranno tagliate entro il 2030, per raggiungere i 10 milioni nel 2035.

“I veicoli elettrici e a basso consumo di carburante sono più puliti e meno costosi da gestire: l’annuncio di oggi è una vittoria per gli automobilisti”, esulta Bowen. Gli fa eco King: “Più dell’85% di tutte le auto vendute nel mondo sono soggette a standard di efficienza del carburante. È ora che agli australiani venga offerta la stessa scelta”.