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Perché il matrimonio auto elettrica-India è un win-win

Il Paese spinge sulla transizione, mentre le Case vogliono aumentare le vendite e costruire fabbriche: una combo che fa bene a tutti

Tesla Model Y e Model 3

L'India ha tutte le intenzioni di sposare la transizione ecologica. E, indirettamente, questa volontà offre una grande opportunità alle Case, che nell'auto elettrica possono trovare una seconda occasione per imporsi in un mercato dove non hanno sfondato con i modelli ad alimentazione tradizionale. 

I motivi del precedente insuccesso sono parecchi: tasse elevate, scarso potere di acquisto degli automobilisti e problemi logistici hanno reso difficile per molti raggiungere buoni risultati in una delle maggiori economie asiatiche. Con l'avvento dei veicoli elettrici, aziende come MG, l'unità locale della cinese SAIC, Renault, Nissan e Volkswagen potrebbero finalmente ottenere una posizione migliore.

Un mercato da inventare

L'anno scorso le vendite di veicoli elettrici sono state di appena 49.800 unità, pari solo all'1,3% dei 3,8 milioni di veicoli passeggeri venduti, secondo BloombergNEF. Il costo più elevato dei veicoli elettrici rispetto alle auto con motore a combustione interna e i pochi punti di ricarica pubblici ne hanno rallentato l'adozione.

Tuk Tuk no trânsito da Índia_foto by 360 Meridianos

Un ingorgo di Tuk Tuk, mezzo di trasporto tra i più diffusi in India

Tuttavia, con l'acuirsi delle tensioni commerciali fra Stati Uniti e Cina, le Case di tutto il mondo stanno riesaminando l'India per il suo vasto potenziale di crescita e come base produttiva alternativa.

Il caso MG

Sebbene MG abbia una quota di mercato ridotta in India, il mese scorso la Casa ha annunciato la volontà di crescere sfruttando proprio il nascente mercato dei veicoli elettrici del Paese. Prevede addirittura di lanciare 4 o 5 modelli a zero emissioni entro il 2028 e di arrivare a quell'anno ad avere guadagni che per il 75% derivino proprio dalle auto a batteria. 

MG Comet

La MG Comet, microcar elettrica per l'India

MG sta anche costruendo un secondo stabilimento per la produzione di veicoli elettrici, con un investimento di circa 600 milioni di dollari, che aumenterebbe la produzione combinata in India fino a 300.000 auto all'anno. Sta poi costruendo un'unità di assemblaggio delle batterie nello Stato occidentale del Gujarat. L'azienda ha in programma di diluire la sua partecipazione al 100% dell'unità locale, con l'obiettivo di farla possedere a maggioranza da un'azienda indiana entro due o quattro anni.

Chi crede nell'India

MG non è la sola a scommettere nuovamente sull'India grazie all'auto elettrica. A maggio, Hyundai Motor ha dichiarato che investirà più di 2,2 milioni di euro in un ecosistema di veicoli elettrici nella regione meridionale del Tamil Nadu. Ciò comporterà la creazione di un impianto di assemblaggio di batterie con una capacità produttiva annua di 178.000 unità, l'installazione di 100 stazioni di ricarica sulle principali autostrade e l'introduzione di nuovi modelli elettrici entro il 2032.

Volkswagen ID.4 prodotta negli Stati Uniti

La Volkswagen ID.4 potrebbe essere la prima elettrica del gruppo a essere venduta in India

Volkswagen, secondo quanto riferito, sta pianificando di elettrificare il 30% della gamma di veicoli passeggeri in India entro la fine di questo decennio e di lanciare potenzialmente la sua prima auto a batteria, la ID.4, l'anno prossimo. Tesla, dopo un lungo periodo di stallo, sembra essersi ammorbidita: il mese scorso, alcuni dirigenti si sono recati nel subcontinente per discutere l'avvio delle vendite e la creazione di una catena di approvvigionamento locale. Anche Renault e Nissan hanno in programma di investire circa 600 milioni di dollari in India per ampliare la propria gamma di auto.