L’auto elettrica è una grande sfida per le Case automobilistiche. Ma è solo una parte della ancor più grande trasformazione che porterà i brand verso la neutralità carbonica. Un obiettivo ambizioso che può essere raggiunto solo se trasformato in opportunità di business.

A dirlo sono gli stessi gruppi durante il congresso di Automotive News Europe tenutosi a Parigi a giugno. Il fatto è che vendere un numero sempre maggiore di auto elettriche contribuirà a ridurre l’impronta di carbonio complessiva delle Case nella fase di utilizzo dei loro prodotti, ma le costringerà a ripensare la catena degli approvvigionamenti adottando metodi e processi che aumentano le emissioni di CO2 durante la produzione. Ed è qui che si gioca la vera partita. Ma come si può cavalcare il cambiamento traendone anche un profitto?

Lo smaltimento delle auto esistenti

La prima cosa che i grandi gruppi automobilistici devono fare è capire come sfruttare al massimo il parco circolante, allungando la vita delle auto attualmente sulle strade, lavorando per riciclarle in modo sempre più efficiente e portandole a fine vita con un basso impatto ambientale.

Toyota BZ4x 2023

Toyota BZ4x 2023

Matt Harrison, coo di Toyota Europe, ha dichiarato: “La sostenibilità è l’argomento chiave di ogni riunione che facciamo e di ogni evento a cui prendiamo parte. La maggior parte delle domande non riguarda più le performance finanziarie, le quote di mercato, i volumi o il prodotto. È la sostenibilità che interessa alla gente”. Ed è la sostenibilità che si deve cavaclare per aumentare i profitti.

In questo senso, si pensi all’iniziativa della Refactory di Renault, che a Flins impiega 2.000 persone che smontano e riparano auto usate per rimetterle in strada e farle viaggiare ancora in modo efficiente.

La Refactory Renault di Siviglia

La Refactory Renault di Siviglia

Il problema delle materie prime

Parlando di auto elettriche, invece, c'è la questione delle materie prime. “Per essere davvero sostenibili, dobbiamo fare i conti con l’industria mineraria – ha spiegato Fredrika Klaren, responsabile della sostenibilità di Polestar –. L’estrazione e la raffinazione delle materie prime necessarie per costruire auto elettriche impatta notevolmente sull’ambiente”.

Sebastian Wolf, capo della divisione batterie PowerCo di Volkswagen, ha aggiunto: “Eliminare la produzione di CO2 dalla catena produttiva delle batterie è difficile, ma non impossibile. In questo momento, le gigafactory sono altamente energivore, ma in futuro le cose cambieranno”. Si useranno più rinnovabili e metodi meno impattanti sull’ambiente.

Foto - La gigafactory Volkswagen per batterie a Salzgitter

La gigafactory Volkswagen per batterie a Salzgitter

Colin Mackey, amministratore delegato della divisione europea del gruppo estrattivo Rio Tinto, ne è convinto: “L’estrazione con metodi sostenibili è realizzabile. Non possiamo negare il passato, ma possiamo imparare da esso”.

Il riciclo sarà necessario

Al fianco di un’industria mineraria sostenibile, il riciclo assumerà un’importanza fondamentale nella mobilità del futuro. Lo dimostrano le tante iniziative sul tema. Tra tutte, la nuova avventura dell'ex fondatore di Tesla JB Straubel, che ha creato la Redwood Materials.

Ma c’è un problema: i materiali riciclati, oggi, costano più di quelli estratti. Ma per Micheal Cole, ceo di Hyundai Europe, è una questione facilmente superabile: “Dobbiamo accettare questa cosa. È un po’ come quando si va al supermercato e si comprano i cibi biologici. Si accetta che costino di più di quelli non biologici”. Questa è la situazione attuale, ma in futuro le cose potrebbero cambiare. Perché le batterie odierne sono progettate proprio con un occhio alla facilità di riciclarle e, quando arriveranno a fine vita, sarà più facile smantellarle. 

Tirando le somme, in questo momento le Case stanno investendo per la transizione. Un domani raccoglieranno i frutti dei loro sforzi e troveranno modelli di business ancora più redditizi.

Fotogallery: Polestar 4