Riaprire le miniere in Italia: la proposta del ministro Urso
Il titolare del Mimit appare in Senato per parlare di materie prime critiche, microelettronica e partnership Ue. Con una proposta allettante
Contro “l’ipocrisia” e a difesa dell’ambiente “nel nostro Paese e a livello globale”. È un Adolfo Urso senza peli sulla lingua quello che appare in commissione Industria al Senato per leggere i risultati del dossier sulle materie prime critiche realizzato dal Mimit (ministero delle Imprese e del Made in Italy).
Un fatto su tutti emerge dalle pagine del report: insieme al Mase (ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica), il Mimit ha mappato il territorio italiano, scoprendo che la Penisola nasconde “16 delle 34 materie prime” considerate “critiche” dall’Unione europea, utili soprattutto per produrre pannelli solari.
Il tesoro italiano
Un numero importante, considerato che in tutto il Vecchio Continente “c’è un rischio elevato di approvvigionamento”. Da qui, la ricetta del ministro: riaprire le miniere tricolore, chiuse da 30 anni “per l’impatto ambientale e perché non c’erano margini di guadagno”.
Ma ora la situazione è cambiata. La transizione corre e ha fame di minerali, importati però da Paesi extra-europei: “Le terre rare pesanti sono raffinate esclusivamente in Cina, mentre il 63% del cobalto mondiale è estratto in Congo e raffinato per il 60% in Cina”.
“Immagino – incalza Urso – che sia più rispettoso degli standard sociali e ambientali realizzare una miniera di cobalto in Italia piuttosto che rassegnarsi produrlo soltanto in Congo, magari sotto i mitra dei mercenari, per poi essere lavorato in Cina ed esportato in Italia. Credo che l’ipocrisia debba essere denunciata. È meglio fare una miniera di cobalto in Italia, anche per invogliare gli altri ad imporre gli stessi standard sociali e ambientali”.
Una soluzione interessante e da affiancare al riciclo, che da solo non basterebbe: “La circolarità dei materiali e il rafforzamento dell’efficienza possono attenuare, in una certa misura, il previsto aumento della domanda, ma non risolvere il problema, anche se l’Italia è prima in Europa nel riciclo e potrebbe realizzare anche il 40% del fabbisogno nel 2040”.
Affari in corso
Prima di concludere, Urso annuncia anche un decreto legge Microelettronica per attrarre capitali dall’estero e riferisce di un dialogo con Intel: “Abbiamo risposto a tutte le richieste che ci ha fatto e saranno annunciati investimenti anche con altri Paesi”.
In più, il 30 ottobre Roma ospiterà un vertice sulla tecnologia digitale con Francia e Germania, che farà seguito al tavolo di fine giugno, quando i tre partner hanno messa nero su bianco una collaborazione su estrazione e riciclo di materie prime.
Fonte: Adnkronos
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