Così l'idrogeno potrebbe trasformare Malta in un'isola sostenibile
A livello energetico, l'isola dipende ancora dal continente. Secondo però l'Unione europea, l'idrogeno potrebbe risolvere la situazione
La Repubblica di Malta è formalmente lo Stato membro più piccolo dell'Unione europea. L'energia elettrica sull'arcipelago, composto da quattro isole, attualmente viene generata in due modi: per mezzo di centrali a gas naturale, che a partire dal 2017 hanno completamente sostituito le centrali a carbone, e per mezzo del cavo di interconnessione sottomarina con l'Italia.
Si tratta di una doppia "condizione" stabile, sì, ma non molto sicura, perché, in base agli ultimi studi condotti dalle autorità locali, qualora una delle due fonti dovesse venire meno per qualche motivo, il piccolo Stato potrebbe non essere alimentato a sufficienza, subendo dei blackout.
Qualcosa che si è verificato nel corso della tempesta Helios nel 2021, che ha costretto le autorità a interrompere per un certo periodo di tempo la fornitura di GNL. Secondo l'Europa, una soluzione "definitiva" potrebbe essere quella di ricorrere all'idrogeno, che potrebbe essere prodotto direttamente sull'isola. Vediamo come e perché.
Il problema energetico
L'idea di convertire ad hub a idrogeno le isole del Mediterraneo e, più in generale, di tutto il Continente europeo non è nuova fra i palazzi di Bruxelles. Come avevamo anticipato alcune settimane fa, diversi arcipelaghi stanno già lavorando in questi anni per creare un'infrastruttura di approvvigionamento e di produzione del nuovo "carburante" a ridotto impatto ambientale.
Il problema energetico maltese, come detto, si è presentato l'ultima volta nel 2021, nel corso della tempesta Helios. Se non la ricordate, si è trattato della più grande mai verificatasi nel Mediterraneo negli ultimi anni e, in circa 2 settimane, ha creato delle vere e proprie situazioni di estrema emergenza che hanno costretto le autorità di diversi Stati a dichiarare l'allerta meteo, compresa la nostra Sicilia e, appunto la Repubblica di Malta, che nei giorni di massimo picco del maltempo ha vissuto dei veri e propri attimi di "terrore".
Qualcosa amplificato ulteriormente dai continui blackout, verificatisi soprattutto a causa della continua interruzione operativa delle centrali a gas naturale, che non potevano godere di un approvvigionamento stabile di combustibile a causa di un temporaneo spostamento - sempre per questioni di sicurezza - della piattaforma incaricata del trasbordo dalle navi metaniere alla terraferma.
Durante quei giorni, il compito di rifornire a livello energetico l'Arcipelago era stato lasciato al condotto sottomarino di approviggionamento dall'Italia, che però si era rivelato non sufficiente per soddisfare tutto il fabbisogno energetico dello Stato, che quindi era rimasto al buio per diverse ore, creando molti disagi.
Un futuro a idrogeno
A seguito di questa situazione critica, la Commissione europea ha analizzato a fondo la questione nel 2022, in un pacchetto di raccomandazioni di svariate pagine, dichiarando che l'idrogeno, in un futuro non troppo lontano, potrebbe rappresentare una soluzione ottimale per garantire una fornitura energetica costante ai cittadini.
Secondo Bruxelles, poi, Malta dovrebbe ridurre la sua dipendenza dai combustibili fossili accelerando lo sviluppo delle rinnovabili, come l'energia eolica e solare offshore, e dovrebbe ridurre le emissioni del trasporto su strada anche attraverso una migliore qualità del servizio di trasporto pubblico locale.
Il carburante del futuro, dunque, potrebbe essere sia trasportato nell'arcipelago, attraverso navi dedicate, sia prodotto direttamente in loco, grazie all'acqua ben presente e all'energia rinnovabile, ricavabile dai nuovi parchi eolici off-shore attualmente in costruzione.
Un generatore elettrico di backup di Honda a idrogeno
Qualora oggi il piano dovesse essere approvato e portato a termine, uno dei "pochi" problemi da affrontare resterebbe quello del posizionamento dei serbatoi di stoccaggio di idrogeno che, a questo punto, dovrebbero essere installati vicino al mare per questioni di praticità di rifornimento, ma lontano da esso per questioni di sicurezza.
Tutti i numeri della questione
Ma perché il passaggio all'idrogeno per la Repubblica di Malta potrebbe essere così importante? A questa domanda possono risponderci i numeri. Come riportato dal Times Of Malta, nel 2021 lo Stato insulare ha prodotto circa il 71% di elettricità attraverso il gas naturale, con il restante 21% che è stata importata dall'Ue attraverso l'interconnettore Malta-Italia (l'8% erano invece rinnovabili).
Guardando questo rapporto, appare chiaro oggi che, per rendere davvero sostenibile l'Arcipelago, una delle prime cose da fare dovrebbe essere eliminare del tutto le già basse emissioni di CO2 generate dalla combustione del gas metano, passando a un combustibile ancora più verde, come appunto l'idrogeno.
Consigliati per te
Greenvolt porta il fotovoltaico industriale a Cucciago
Hotel e auto elettriche: il business della ricarica cresce
Calenda chiede a Salvini di autorizzare la guida autonoma di Tesla
L'elettrico di BYD si prepara a entrare in Formula 1
Perché la Denza Z9 GT costa molto più in Europa che in Cina
Il Tesla Semi entra in produzione (per davvero)
Scontro Europa-Cina sugli incentivi alle auto elettriche “made in Ue”